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lunedì 28 marzo 2022

Pasquale Marzelli - Abbandono

Sabato 2 aprile, alle ore 17, presso  l’ex Oratorio dei Ss. Lorentino e Pergentino di via Cavour 188, ad Arezzo, inaugura la mostra personale di Pasquale Marzelli dal titolo “Abbandono”. L'evento verrà presentato dal giornalista Marco Botti, autore anche del testo critico che accompagna l’esposizione.

La mostra, inserita nel calendario del progetto Fraternita Giovani, sarà visitabile dal martedì al giovedì con orario 10-13, venerdì e sabato con orario 10-13 e 17-19.30 sino al 28 di aprile.

LA MOSTRA - “Abbandono” ripercorre gli ultimi dieci anni di attività di Pasquale Marzelli attraverso tavole e tele di varie dimensioni, dipinte con tecnica mista. 

Gli ingredienti sono quelli che da anni fanno apprezzare l’arte del pittore aretino: i piccoli agglomerati di case immersi nella natura, i casolari abbandonati, dove un tempo c’era un caldo focolare intorno al quale si riuniva un piccolo mondo antico pieno di valori, l’amore per l’ambiente agreste, la nostalgia per un passato fatto di cose semplici, la complessa rielaborazione dello spazio prima destrutturato e poi ricomposto con indubbia qualità tecnica, la capacità di rinnovare con originalità e freschezza un tema classico come il paesaggio, ricollegandolo alla transitorietà della vita. 

Il progetto espositivo nell’ex oratorio dei Ss. Lorentino e Pergentino di Arezzo coincide però con l’esplosione della primavera, quindi accanto alle vedute tipicamente “marzelliane” sono presenti anche alcuni dettagli di campi fioriti visti da vicino. Terreni incolti, anche questi forse trascurati dall’uomo, in cui la natura selvaggia riprende magnificamente il sopravvento su tutto e riempie ogni anfratto. Papaveri, forasacchi, campanule, spighe che senza un ordine prestabilito creano un tripudio di forme e colori nel quale – e riprendiamo il titolo dandogli un altro significato – è bello abbandonarsi.  

L’ARTISTA - Pasquale Marzelli è nato nel 1951 ad Arezzo, città dove vive e lavora. Nel 1970 si è diplomato all’Istituto d’Arte di Arezzo, nella sezione Arte dei metalli e dell’oreficeria.

Dagli anni Settanta si è dedicato attivamente alla pittura, spaziando dal ritratto al paesaggio, fino alla pittura informale. Ha esposto con successo in mostre personali e collettive, sia in Italia, sia all’estero. Ha partecipato ai più importanti concorsi nazionali, ottenendo vari riconoscimenti fra cui il Premio Nazionale di Fighille e il Premio della Stampa a Vernice Art Fair di Forlì.

È autore del ritratto di Pellegrino Artusi collocato nello studio di Casa Artusi a Forlimpopoli (FC) e della statuetta del celebre "Premio Artusi".

Nel 2017 ha realizzato il bozzetto per la lancia d’oro della Giostra del Saracino di Arezzo.

Le sue opere sono in permanenza alla galleria d’arte “La Bottega” di Castellina in Chianti (SI) e alla galleria d’arte “A casa di Paola” di Forlimpopoli (FC). 











sabato 5 febbraio 2022

I Mondi Possibili di Elisa Zadi

Dal 12 al 27 febbraio 2022 la Fondazione Museo Palazzo Datini, in via Ser Lapo Mazzei 43, a Prato, ospita “Mondi Possibili”, mostra personale di Elisa Zadi a cura di Marco Botti.

Patrocinata da Regione Toscana, Comune di Prato e Fondazione Casa Pia dei Ceppi, la mostra verrà inaugurata sabato 12 febbraio, alle ore 17. Interverranno l’artista, il curatore e Walter Bernardi, presidente della Fondazione Museo Palazzo Datini.

Per tutta la durata dell’esposizione sono previsti eventi collaterali. Sabato 19 febbraio si terrà la presentazione di “Il profumo del giglio” (Edizioni Polistampa), primo libro di poesie di Elisa Zadi. Interverranno il curatore e lo scrittore Alessandro Bini, autore della prefazione. Sabato 26 febbraio ci sarà un aperitivo, con “Music selection” a cura di Francesco Musu.

Le sale di Palazzo Datini, affascinante casa museo appartenuta al ricco mercante pratese del Trecento, ospitano la nuova mostra personale di Elisa Zadi, artista toscana tra le più apprezzate della sua generazione. Pitture e installazioni inedite dialogheranno con gli antichi ambienti per un risultato originale e sorprendente.

Le opere dell’artista toscana non cercano mai l’effetto speciale o decorativo, tantomeno il mero tecnicismo. Elisa Zadi si concentra da sempre sull’esperienza del fare, sull’introspezione della ricerca come necessità. La pittura, l’installazione, la performance e la poesia sono mezzi che le consentono di sperimentare e vivere l’atto creativo nella sua essenza, il manifestarsi miracoloso della bellezza e i limiti umani nel coglierla.

Da quest’ultimo concetto nascono i lavori esposti, che fanno parte della nuova serie "Mondi Possibili", nozione che rimanda a Gottfried Wilhelm Leibniz e ai “mondi possibili” intesi come idee nella mente di Dio, ma anche come verità. “Le verità di fatto sono contingenti, libere e vere solo nel mondo possibile che esiste – afferma l’artista. – Le infinite verità si manifestano, a volte si fanno trovare, altre dobbiamo capirle, giudicare se queste sono vere, autentiche. La mia arte cerca la verità, la migliore possibile”.

Per Elisa Zadi la ricerca artistica coincide con un modus vivendi che in lei si manifesta nella creazione. Nel perseguire una perfezione che nel contempo la incanta e le sfugge, la seduce, la trasporta; a volte si rivela cruda e diretta, disillusa, reale.

“Le mie opere – spiega l’artista – nascono dall’onestà intellettuale del sentire i propri limiti, di indagarli attraverso una pulizia della visione che porta alla semplicità dell’essere, all’ hic et nunc. Voglio che la mia pittura sia chiara e leggibile come una scrittura. Per fare questo affianco zone di colore che costruiscono le forme. Il colore non si sovrappone mai, non cancello gli sbagli. Cerco una perfezione di primo getto nella stesura, anzi la stesura stessa è un atto pittorico vivo, un rituale che porta alla creazione dell’opera e va rispettato, vissuto e accettato. Metto il colore senza pentimenti e cerco di accettare l’errore considerandolo parte della creazione e integrandolo a essa. L’errore, la non-perfezione fanno parte della mia pittura, così come della vita. Io cerco di accoglierlo come un mio limite inevitabile”. Nell’arte di Elisa Zadi c’è sempre la volontà di rappresentare la realtà come è nel momento, senza idealismi; solo così l’artista pensa di restituire alla bellezza la sua autenticità.


La mostra sarà aperta il venerdì dalle 15 alle 18; il sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18; la domenica dalle 9 alle 13. Apertura su appuntamento negli altri giorni scrivendo a zanzipress@gmail.com.


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Marco Botti

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