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giovedì 29 ottobre 2020

Arteam Cup alla Fondazione Dino Zoli a Forlì

È stata presentata sabato 24 ottobre, presso la sede della  Fondazione Dino Zoli a Forlì, la  mostra dei 60 artisti finalisti ad Arteam Cup, il concorso ideato dall’ Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina (SV), giunto alla sesta edizione.



Erano presenti, oltre agli artisti selezionati, i curatori  Matteo Galbiati, Livia Savorelli e Nadia Stefanel, i giurati  Marina Dacci, Raffaele Quattrone e Leonardo Regano,  Monica e Dino Zoli (Dino Zoli Group) e il presidente di Arteam  Diego Santamaria.

Arteam Cup - dopo l’esordio nel 2015 all’Officina delle Zattere a Venezia, l’edizione 2016 al Palazzo del Monferrato di Alessandria, quella 2017 negli spazi industriali restituiti all’arte di BonelliLAB a Canneto sull’Oglio, l’edizione 2018 già ospitata dalla Fondazione Zoli di Forlì e il 2019 con la mostra dei finalisti a Villa Nobel a Sanremo - costituisce a pieno titolo l’evento "fiore all’occhiello" dell’Associazione Culturale Arteam, dalla quale prende il nome. In ogni edizione, invariate le finalità: fornire, con la mostra dei finalisti, un’importante occasione di visibilità e confronto con differenti location espositive; contribuire, attraverso i differenti premi ideati per ogni edizione, all’ingresso degli artisti nel circuito delle gallerie d’arte e nel mercato principale; far vivere esperienze formative importanti, come le residenze d’artista, i progetti speciali o curatoriali; creare ed incentivare interazioni e momenti di scambio tra gli artisti; mettere in moto un confronto attivo con il mondo dell’Impresa. La più grande ambizione di Arteam Cup è, infatti, quella di "fare rete", tessendo legami importanti tra i vari operatori del sistema arte.

«Con questa edizione di Arteam Cup, sottolinea il presidente di Arteam  Diego Santamaria, abbiamo voluto rendere ancora più preziosa ed importante la selezione ad Arteam Cup, creando tre distinte categorie - Pittura, Scultura e Fotografia - all’interno delle quali la Giuria individuerà un vincitore di categoria e, tra questi, il vincitore assoluto. Un modo per contribuire a delineare un percorso professionalizzante, fondamentale per supportare l’artista con tutti gli strumenti utili alla sua crescita e alla diffusione del suo lavoro».

Ospitando la sesta edizione di Arteam Cup, la Fondazione Dino Zoli, motore culturale delle attività imprenditoriali che fanno capo al Dino Zoli Group, apre nuovamente le porte della propria sede all’Associazione Culturale Arteam, che già nel 2018 aveva allestito a Forlì la mostra dei finalisti della quarta edizione del concorso. Una collaborazione che, nel tempo, è divenuta partnership, con l’assegnazione nel 2018 e nel 2019 di due premi speciali: il Premio acquisto Fondazione Dino Zoli e il Premio speciale residenza Dino Zoli Textile.

«La rinnovata collaborazione con l’Associazione Culturale Arteam - spiega  Monica Zoli, Dino Zoli Group - rientra a pieno titolo nella politica culturale della Fondazione Dino Zoli, tesa alla valorizzazione della creatività emergente (attraverso il programma "Who’s Next") e al rafforzamento di reti di relazioni in ambito artistico ad ampio raggio. Ci riconosciamo pienamente nell’attenzione rivolta da Arteam agli artisti under 30 e, più in generale, alla costruzione di percorsi professionalizzanti. Dare opportunità ai giovani fa parte degli obiettivi che abbiamo più cari nell’attività imprenditoriale delle aziende del Dino Zoli Group e che trovano espressione anche nei progetti della nostra Fondazione». 

Una giuria professionale, composta da  Marina Dacci (curatrice e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani),  Matteo Galbiati (critico d'arte e docente, Direttore web Espoarte e membro interno di Arteam),  Lorenzo Madaro (curatore d’arte contemporanea e docente),  Raffaele Quattrone (sociologo e curatore d'arte contemporanea),  Leonardo Regano (storico dell’arte, critico e curatore indipendente),  Livia Savorelli (Direttore Editoriale Espoarte) e  Nadia Stefanel (direttrice della Fondazione Dino Zoli di Forlì, Cultural e Communication Manager per Dino Zoli Group), ha selezionato la rosa dei 60 finalisti ed individuerà i tre vincitori di categoria, tra i quali verrà decretato il vincitore assoluto di Arteam Cup 2020.   La premiazione si terrà sabato 5 dicembre presso la Fondazione Dino Zoli.

Nel corso della mostra sarà pubblicato il  catalogo Vanillaedizioni. L'esposizione è realizzata con il supporto di  Belletti & Baroni Costruzioni di Rimini e di  NM> Contemporary di Monaco; partner tecnico  I Sabbioni di Forlì; media partner  Espoarte

La Fondazione Dino Zoli (Viale Bologna 288, Forlì) è aperta al pubblico da venerdì a domenica con orario 9.30-12.30 e 16.30-19.30. Ingresso libero. È richiesto l’uso della mascherina. 
Per informazioni: 
Fondazioni Dino Zoli 
(tel. +39 0543 755770,  
info@fondazionedinozoli.comwww.fondazionedinozoli.com
Organizzazione: Arteam Associazione Culturale (tel. +39 019 4500744,  
info@arteam.eu, www.arteam.eu, www.arteamcup.it 


Segnalato da Chiara Serri
M. +39 348 7025100
 
CSArt - Comunicazione per l'Arte
Via Emilia Santo Stefano, 54
42121 Reggio Emilia
T. +39 0522 1715142

sabato 24 ottobre 2020

La natura dello spazio logico

Inaugura domani sabato 24 ottobre 2020, dalle ore 15 alle 20, negli spazi di LABS Contemporary Art, la mostra personale di Giulia Marchi dal titolo La natura dello spazio logico a cura di Angela Madesani.


Giulia Marchi ha una formazione artistica di forte impronta letteraria che l’ha portata a una espressività che spesso si connota di narrazione, anche quando la forma scelta – fotografia, ma non solo – non rende così immediata la lettura, ma rimanda a successivi accostamenti, codici che prima ancora di essere decifrati si lasciano interpretare.

 

Il titolo La natura dello spazio logico riprende quello di una delle serie di lavori proposti in mostra e fa riferimento al filosofo e architetto austriaco Ludwig Wittgenstein; suo l’assunto che segue e che chiarisce gli intenti della ricerca dell’artista: «Luogo spaziale e luogo logico concordano nell’essere ambedue la possibilità di un’esistenza».

Per Wittgenstein il lavoro filosofico, come spesso quello progettuale in senso architettonico, è un lavoro su se stessi e sul proprio punto di vista; concetto che interessa profondamente Giulia Marchi ed è da lei indagato in questa serie, costituita da un corpus di fotografie e lavori scultorei in marmo. 

 

Sulle quattro lastre di marmo della serie L'artefice è inciso l’esametro virgiliano Ibant obscuri sola sub nocte per umbram, scelto e proposto dall’artista nell’errata versione di Jorge Luis Borges: Ibant obscuri sola sub nocte per umbras.  Uno sbaglio voluto dal poeta argentino il quale amava gli errori tanto da considerarli una prova di verità e sicuramente di umanità. Una quinta lastra più grande reca la scritta Null, zero in tedesco, la lingua del filosofo che ha guidato l’intero progetto di lavoro.

 

Un ulteriore momento della mostra è dedicato ai labirinti e alla loro valenza filosofica: a Borges e al suo labirinto costruito sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, al labirinto di Cnosso sull’isola di Creta ed infine al Labirito di Dunure in Scozia. Una riflessione sul concetto di limite, attraverso l’errore, l’umana debolezza, lo spaesamento, il dubbio, l’incapacità di districarsi è quanto caratterizza i lavori esposti. Limite, errore, dubbio che forse sono proprio il senso più recondito, più temibile ma anche più affascinante dell’esistenza.

 

Giulia Marchi nasce a Rimini, nel 1976. Studia Lettere Classiche all’Università degli studi di Bologna. Ricerca letteraria e approccio concettuale sono precisi stilemi del suo linguaggio fotografico - dall’utilizzo del foro stenopeico alla costruzione delle proprie macchine fotografiche, dalla sperimentazione condotta trattando chimicamente le matrici di polaroid al costante richiamo al testo, punto di partenza e chiave di lettura attraverso il quale dipinge i suoi paesaggi rarefatti. Nel 2012 viene invitata a partecipare al progetto residenziale Hybrid Spaces, condotto da Marco Zanta e promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri (TV). Nel 2013 il suo progetto Multiforms, tra i 10 finalisti del Premio BNL Gruppo BNP Paribas, viene presentato alla galleria The Format Contemporary Culture Gallery di Milano, in collaborazione con CAP (Contemporary Art Projects), e realizza il suo primo libro d’artista Multiforms (Danilo

Montanari Editore), con prefazione di Bruno Corà. Nel 2014, in collaborazione con Mustafa Sabbagh, realizza il libro d’artista in tiratura limitata 17:17(Danilo Montanari Editore). Nel 2015, una sua personale, dal titolo Rokovoko, viene allestita presso la galleria Matèria (Roma). Nello stesso anno, 17:17 entra a far parte della collezione permanente di libri d’artista del MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo e della Collezione Maramotti. Tre opere dal suo progetto Multiforms entrano a far parte della collezione permanente del CAMUSAC - Cassino Museo Arte Contemporanea. Nel 2016 è una degli artisti a partecipare alla collettiva intitolata Murmur presso la Flowers Gallery a Londra. Nel 2017 tiene, insieme all’artista cinese Xiaoyi Chen, una doppia personale presso la galleria Matèria (Roma), dal titolo one giant leapNel 2018 vince il premio Rotaract Bologna con l’opera Camera Anecoica, in occasione di Arte Fiera 2018 (Bologna). Nel 2019 viene invitata a tenere un workshop di alta formazione presso l’ISIA di Urbino. In occasione di Artissima 2019 presenta il libro d’artista edito da Danilo Montanari dal titolo Tutto procede con un tempo fortissimo, affiancata da Lorenzo Balbi, autore del testo critico che accompagna il lavoro.

 

Labs Contemporary Art

Via Santo Stefano 38, Bologna

 

Orari

Martedì-venerdì: 15.30-19

Sabato: 9.30-12

 

Informazioni

Tel. +39 348 9325473 | 051 3512448

info@labsgallery.it

www.labsgallery.it

lunedì 19 ottobre 2020

Mestieri d’Arte e Design. Crafts Culture: Si inizia con Mirabilia.

La Quadreria di Triennale Milano presenta il ciclo di mostre “Mestieri d’Arte e Design. Crafts Culture”, nato dalla collaborazione tra Triennale Milano e Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte. Cinque appuntamenti che presentano un punto di vista inedito sulle arti applicate contemporanee. Primo progetto della collaborazione è Mirabilia, curato da Alberto Cavalli (direttore generale della Fondazione Cologni), che riunisce una serie di oggetti straordinari di grandi artigiani milanesi, tra eredità rinascimentali e alta manifattura contemporanea.


Con questa prima mostra si intende dare visibilità e valore a una significativa selezione di maestri d’arte milanesi che ancora oggi realizzano oggetti originali, autentici e ricchi di creatività, che ispirano meraviglia e ammirazione. Sono stati scelti una quarantina di pezzi contemporanei che rappresentano i “segreti del mestiere” di altrettanti atelier artigianali e manifatture presenti nella città di Milano, prodotti in pezzi unici o in piccola serie, dal profondo significato artistico e culturale.

Il dialogo è arricchito da quattro ricercati oggetti rinascimentali, sempre legati a Milano e prestati da importanti istituzioni culturali, che si pongono in relazione con la creazione contemporanea. Opere speciali e significative, dunque, che dagli opifici e dagli atelier degli artigiani emergono come manufatti preziosi e sorprendenti; oggetti, o per meglio dire “beni”, per i quali il valore del fatto a mano evoca la centralità del talento artigiano e il dialogo con la creatività progettuale per cui Milano è giustamente celebre.

Una storia che risale al Rinascimento. Sin dalla dominazione viscontea e poi sforzesca Milano è stato uno dei centri produttivi più importanti per la creazione di “capolavori”, ovvero oggetti di altissimo artigianato realizzati spesso con tecniche rare e pregevoli: dai panni auroserici alla lavorazione del cristallo di rocca, dalle armature ageminate ai gioielli e ai merletti, dagli stipi intarsiati agli argenti sbalzati agli strumenti musicali.

Questa preziosa eredità è rimasta presente sottotraccia nel tessuto produttivo milanese: e se oggi la metropoli lombarda è la capitale riconosciuta del design e della moda, è anche perché nel DNA della città scorre questa vocazione all’eccellenza artigianale che ha sempre saputo mettersi in dialogo con lo spirito dei tempi, spesso anticipandolo.

Una Wunderkammer contemporanea. La Quadreria di Triennale Milano sarà allestita e presentata come una versione contemporanea del cabinet de curiosités rinascimentale: i pezzi storici e quelli dei maestri di oggi sono stati selezionati, e saranno disposti, secondi i criteri tipici di quel tipo di ambienti, ovvero una “mescolanza di oggetti naturali, inventati, archeologici, esotici che dà origine a una forma di collezionismo nuovo e che origina una nuova tradizione culturale” (Roberto Balzani). Nelle Wunderkammer vigeva l’esigenza di riempire completamente la visuale, secondo un principio di horror vacui. Il progetto di StudioMetria, illuminato dalle luci di iGuzzini, prende avvio dalle suggestive sale dei collezionisti del Rinascimento per offrire una fruizione nuova dello spazio espositivo e una più acuta osservazione dei pezzi che dalla bellezza porti al “senso”, dunque alla consapevolezza. 

Le opere saranno disposte secondo un ideale ordine simbolico, per ottenere il risultato di stupire e provocare meraviglia con passaggi a volte anche sorprendenti tra un pezzo e l’altro, per esaltare la diversa scala di percezione.

Le immagini del making-of degli oggetti offriranno un punto di vista che travalica il prodotto per rivelare anche il processo.


Questa mostra, posta sotto il patrocinio del Comune di Milano, vuole contribuire allo sviluppo di un vero e proprio sistema delle arti applicate a Milano: Mirabilia ha dunque l’intento di federare, intorno ai valori dell’alto artigianato, le principali istituzioni milanesi legate alle arti applicate come la Fondazione Milano, il Museo Poldi Pezzoli, il Museo Bagatti Valsecchi, la Biblioteca Trivulziana, le Civiche Raccolte di Arti Applicate del Castello Sforzesco, la Civica Scuola di Liuteria del Comune di Milano.


La mostra sarà animata da visite guidate, attività, incontri e concerti con strumenti musicali realizzati da costruttori milanesi, in collaborazione con le istituzioni cittadine citate.



Mirabilia

Una Wunderkammer per scoprire i mestieri d’arte milanesi

Triennale Milano

20 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021

a cura di Alberto Cavalli

direttore generale della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte

Triennale Milano e Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte avviano una collaborazione della durata di un anno per presentare nello spazio della Quadreria di Triennale il ciclo di mostre Mestieri d’Arte e Design. Crafts Culture. Cinque esposizioni che propongono un punto di vista inedito sulle arti applicate contemporanee


Con il patrocinio di

Regione Lombardia, Comune di Milano, Fondazione Cariplo

Progettazione e produzione:

Supervisione generale, progettazione e produzione: Studiometria

Supervisione artistica e progettazione grafica: RobilantAssociati

Lighting: iGuzzini

Art transportation and handling: Open Care - Servizi per l’arte

Catalogo della mostra:

Testi: Alessandra de Nitto

Progetto grafico e impaginazione: Raffaele Maggi

Traduzioni: Christopher Huw Evans

Gli artigiani selezionati per Mirabilia: Antonini Milano, Giorgio Armani, Bottega Ghianda, Buccellati, Ambrogio Carati, Carlo Chiesa, Caterina Crepax, Argenteria Dabbene, De Vecchi Milano 1935, Guido De Zan, Dolce & Gabbana, Fantini Mosaici, Fondazione Gianmaria Buccellati, Fornasetti, Ganci Argenterie, Gipsoteca Fumagalli & Dossi, Pino Grasso Ricami d’Alta Moda, La Fucina di Efesto, Laboratorio Paravicini, Legatoria Conti Borbone, Lorenzi Milano, Giacomo Moor, Mauro Mori, Gianluca Pacchioni, Daniele Papuli, Pomellato, Miracoli Milano, Lorenzo Rossi, Gabriella Sacchi, San Lorenzo, Serapian, Silver Tre, Lilla Tabasso, Vhernier, Giordano Viganò, Gioielleria Villa, Vimas Arredo.

Le istituzioni che hanno prestato i pezzi storici: Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, Biblioteca Trivulziana, Civiche Raccolte di Arti Applicate del Castello Sforzesco.

Un ringraziamento speciale a: Chiara Buss, Umberto Calì, Carlotta Sapori, Susanna Zanuso.


https://www.mirabiliamilano.it/

venerdì 16 ottobre 2020

Seicento-Novecento da Magnasco a Fontana. Collezioni in dialogo Bassi Rathgeb – Merlini

seicento-novecento da Magnasco a Fontana. Collezioni in dialogo Bassi Rathgeb – Merlini”, promossa dal Comune di Abano Terme nel Museo di Villa Bassi Rathgeb (dal 17 ottobre 2020 al 5 aprile 2021), offre spunti, stimoli, emozioni infinite. Cui concorre anche il “contenitore”, ovvero la Villa, con i suoi affreschi, stucchi, arredi.


Virginia Baradel, la curatrice,  
ha scelto di “entrare con il passo dell’amatore” nelle collezioni Bassi Rathgeb e Merlini.

La prima, formata da tre generazioni di notabili bergamaschi, Alberto Rathgeb, Giuseppe Bassi Rathgeb e Roberto Bassi Rathgeb, venne donata da quest’ultimo al Comune aponense celebre per le cure termali, cui era legato da lunga e prediletta consuetudine. Una collezione eclettica con opere riconducibili alla vocazione familiare rivolta al ‘600-‘800 lombardo e bergamasco in particolare, che annovera inoltre sculture e reperti archeologici, argenti, mobili e arredi.

Assai nota e celebrata è la collezione di arte contemporanea di Giuseppe Merlini formata da una galleria così ampia e cospicua di pezzi, da prestarsi a instaurare dialoghi e corrispondenze inedite con opere e luoghi di altre epoche.

Pur nell’evidente diversità, le due collezioni tuttavia sono state formate entrambe con opere dettate dal gusto personale del collezionista e dai rapporti di stima e, spesso, di amicizia intrattenuti con gli artisti. Le due collezioni presentano il medesimo profilo di pregio artistico orientato esclusivamente dalla soggettività che nel caso di Roberto Bassi Rathgeb si estende anche a un approccio di studio e di riscoperta dei maestri vedutisti lombardi del ‘700.

“Avendo come pregevole ed esigente interlocutore una villa d’impianto cinquecentesco, rimaneggiata e decorata in più epoche, con nobili spazi e notevoli affreschi, ho pensato di comporre -afferma la curatrice- un percorso intrecciato con le opere appartenenti alle due collezioni che consenta un viaggio nell’arte contemporanea italiana.”

Gli affreschi delle varie sale (databili dal ‘600 all’800) offrono delle narrazioni così cariche di suggestioni, sia dal punto di vita tematico che pittorico, da porsi quale schermo privilegiato per incursioni di un contemporaneo che, nella diversità, esalta ulteriormente le qualità di entrambe”.

Il percorso si snoda attraverso tre sezioni che prendono spunto da tre generi, Ritratto, Natura morta e Paesaggio, che sono presenti nella collezione aponense.

Il Ritratto ci introduce al tema della figura, del soggetto particolare, esteso nell’arte contemporanea alla figura tout court, che subisce profondi mutamenti diventando oggetto delle sperimentazioni più ardite. Il ritratto della sorella di Cesare Tallone troverà stridente ma emozionante controcanto nella scomposizione di Donna e luna di Renato Birolli del 1947 e ne La moglie di Picasso di Enrico Baj del 1964: due busti femminili lacerati e incalzati da un segno potente che, minandone la compostezza ne carica la potenza espressiva e la arricchisce d’indizi concettuali. Nondimeno la modella in Lo studio di Achille Funi del 1942 mostra come l’eco del “Ritorno all’ordine” avesse ricomposto, con ben altra condotta di pittura, l’assunto della classicità. Il sublime incanto di Modigliani, nell’elaborato disegno in collezione Merlini, racconta altresì l’altro capo della classicità: il fascino del purismo linearistico della scultura primitiva.

Il ritratto maschile trova nell’imprinting cinquecentesco del Moretto una plastica identità sociale, una fierezza di timbro e prestanza che eleva la fedeltà ritrattistica a canone di affermazione sulla ribalta del mondo, requisiti che nel Novecento precipiteranno nella coscienza dell’uomo “senza qualità”, come i piccoli uomini sperduti in una Piazza d’Italia di de Chirico, o nel relitto figurativo vagamente clownesco nelle composizioni di Sironi del dopoguerra, o nell’uomo baconiano di Ferroni.

La Natura morta ci consente di entrare nel merito dei valori compositivi della pittura e dunque, partendo dalla natura morta di strumenti musicali del Baschenis della collezione di Villa Bassi, si snoda un percorso che vede in scena Soffici, Severini, Tozzi, Melotti, Guttuso, via via sino a Magnelli, Pirandello, Dorazio, Romiti, Parmiggiani; si passa dunque dal vigore sintetico di ascendenza cubista di Severini all’esuberanza coloristica di Guttuso, via via sino all’ossatura spaziale astratta che procede per linee geometriche e partiture cromatiche piatte.

Ma è nel Paesaggio che la metamorfosi tra Natura e Pittura, che Arcangeli definì come propria dell’Informale del suo “Ultimo naturalismo”, si compie sino in fondo. Partendo da una serie di paesaggi della collezione del Museo aponense dal ‘600-‘800, primi fra tutti quelli di Magnasco e Marini, Porta, Ronzoni, Fidanza, si svolge un nastro di progressiva e affascinante destrutturazione e mutazione delle forme da un lato nelle “viscere” della pasta cromatica, dall’altro nell’ordito della composizione che tende a raggelarsi in versione astratta.

Dunque lo sguardo trascorrerà da Tosi e de Pisis sino a Morlotti e Mandelli da un lato, Rho e Radice dall’altro sino alle suggestioni eteree di Valentino Vago e Claudio Olivieri e allo spazio senza più traccia di pittura che affida alla pura fisicità della tela l’iniziativa della forma come in Fontana, Bonalumi, Castellani.

Un angolo di silente sacralità è affidato alle piccole sculture di Wildt e Fontana.

giovedì 8 ottobre 2020

Fons vitae alla Certosa di San Giacomo a Capri

La mostra di Antonio Ievolella Fons vitae, ospitata alla Certosa di San Giacomo a Capri dall’11 ottobre al 30 novembre 2020, si snoderà negli spazi della Cappella di San Bruno, del Chiostro grande e del Chiostro piccolo.


La mostra è realizzata in collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania e con l’Ufficio Servizi Educativi della Certosa di San Giacomo a Capri, ed è a cura di Virginia Baradel, Valerio Dehò, Andrea Del Guercio.

L’allestimento ha come motivo ispiratore l’acqua e così i 30 otri di terracotta su strutture di ferro in sospensione sono dei veri e propri vasi – grembi che costituiscono la forma plastica scelta dall’Artista quale motivo ricorrente delle installazioni. L’otre diventa un dispositivo simbolico che allude all’uomo e alla sua unicità e, in particolare, al monaco nel suo silenzioso e volontario isolamento, pur all’interno di una dimensione collettiva. E se, secondo Alberto Savinio, “Capri è uno dei punti magnetici dell’universo”, certamente quest’isola è la cornice perfetta per la mostra di Antonio Ievolella.

“Fons Vitae è un’installazione complessa, ricca di significati. È costruita come una specie di corteo che procede di otre in otre penetrando negli spazi assorti, luminosi e sacri della Certosa di Capri. Rappresenta un culmine nell’opera di Antonio Ievolella che conduce con essa la sua arte verso una felice sintesi tra la solidità della forma plastica e l’intima trascendenza della forma simbolica. Anfore di terracotta, avvolte di segni, e canne di ferro che le tengono sollevate; corpi che conoscono la gravità e impalcati lineari che formano un ponte per tenerle sospese e farle avanzare nel solenne silenzio dei chiostri”, così Virginia Baradel, curatrice della mostra, descrive il progetto.

Il tema dell’acqua è centrale nel lavoro dello scultore Antonio levolella. Ad essa ha dedicato opere monumentali assai importanti: due ghirbe giganti in ferro e rame di oltre 13 metri di altezza, sono state acquisite dall’Università di Padova e collocate nella piazza della Cittadella dello studente. La ghirba – l’otre, la borraccia – come contenitore per portare con sé l’acqua non è estranea, oltretutto, alla figura del pellegrino così importante nella vicenda e nell’iconografia di San Giacomo.

La vocazione metaforica dell’arte contemporanea, che in forma originale e sintetica riesce a esprimere una pluralità di significati lasciando, tuttavia, piena libertà di immaginazione al riguardante, appare quanto mai indicata per avvicinarsi alla ricchezza di contenuti evocati nella Certosa di San Giacomo.

levolella ha interiorizzato la pluralità di voci, la stratificazione di segni che si sono palesati nell’incontro con gli spazi monumentali della Certosa. Ne ha meditato l’unicità e la ricchezza, ha ascoltato gli echi e le peculiarità di quel luogo carico di storia, e ha individuato due fuochi che possono rendere conto della straordinaria polisemia che si percepisce nella limpida monumentalità delle architetture: l’acqua e il numero. L’Artista forgia una versione elementare dell’otre, una forma essenziale, pulita, vergine, che diventa potenziale testo dove saranno degli interventi materici e cromatici a guidare percorsi di senso, emozioni visive, brusii di storie sovrapposte. La loro combinazione rappresenterà i numeri, i momenti, la relazione tra l’isolamento e la partecipazione, la solitudine silenziosa e assorta e il lavoro, l’operosità solerte e anche curativa nelle coltivazioni dell’orto dei semplici.

www.antonioievolella.com

Immagine: Antonio Ievolella, Progetto per l’installazione nel Chiostro piccolo della Certosa di San Giacomo a Capri


martedì 29 settembre 2020

Artissima 2020

Artissima 2020 si prepara ad accogliere i suoi visitatori a Torino, quest’anno in una forma più raccolta e con una veste ibrida fisica e virtuale.


Dal 6 all’8 novembre gli ampi spazi dell’Oval ospiteranno la tradizionale kermesse con 125 gallerie per 4 sezioni: Main Section, Dialogue/Monologue, New Entries e Art Spaces & Editions.

Dal 3 novembre al 9 dicembre la piattaforma digitale artissima.art accoglierà il nuovo progetto cross-mediale Artissima XYZ, che trasformerà in un’immersiva esperienza digitale le 3 sezioni curate: Present Future, Back to the Future e Disegni.


MAIN SECTION

76 gallerie consolidate da tutto il mondo

NEW ENTRIES

16 giovani gallerie che partecipano ad Artissima per la prima volta

DIALOGUE/MONOLOGUE

29 gallerie che presentano il lavoro di 1 artista o 2 artisti in dialogo

ART SPACES & EDITIONS

Edizioni limitate, stampe e multipli di artisti contemporanei

ARTISSIMA XYZ – PRESENT FUTURE  online

10 progetti monografici di giovani artisti emergenti, a cura di Ilaria Gianni e Fernanda Brenner

ARTISSIMA XYZ – BACK TO THE FUTURE  online

10 progetti dedicati alla riscoperta di pionieri dell’arte contemporanea, a cura di Lorenzo Giusti e Mouna Mekouar

ARTISSIMA XYZ – DISEGNI  online

10 progetti dedicati alla peculiarità della pratica artistica del disegno, a cura di Letizia Ragaglia e Bettina Steinbrügge


Scoprite la lista completa degli espositori qui: www.artissima.art

ARTISSIMA – Internazionale d’Arte Contemporanea

Oval, Lingotto Fiere Torino

5 novembre 2020 | Preview

6-7-8 novembre 2020 | Apertura al pubblico

T +39 011 19744106

www.artissima.art | info@artissima.it

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PARTNER

Official Partner: Intesa Sanpaolo, illycaffè, Lauretana, K-Way, FPT Industrial, Fondazione Sardi per l’Arte, Piemonte Land of Perfection, Professional Trust Company, Tosetti Value – Il Family office, VANNI occhiali, VisitPiemonte, Turismo Torino e Provincia

Special Projects Partner: Jaguar Land Rover, Treccani, Combo, Principi di Piemonte di UNA Esperienze, Torino Social Impact

In-kind Partner: 100x100factory, Carioca, Eataly, Gebrüder Thonet Vienna, maradeiboschi, Pedrali, Pininfarina Architecture, Torino Airport

Art Mapping Piemonte Partner: Mondodelvino

Official Insurance: Art Defender Insurance

Media Partner: La Stampa

venerdì 25 settembre 2020

Massimo Vitali. Costellazioni umane

La mostra antologica Massimo Vitali. Costellazioni umane al Museo Ettore Fico dal 25 settembre al 20 dicembre 2020 accosterà opere rappresentative di oltre venticinque anni di attività artistica attraverso l'esposizione di 30 fotografie attentamente selezionate: le spiagge assolate e gremite di gente in vacanza degli anni Novanta incontreranno suggestivi paesaggi desertici brasiliani (2012), i bagnanti in festa negli scatti dei concerti di Jovanotti nel suo tour italiano del 2019, fino all'immagine ben meno popolata di un litorale italiano post lock-down. 


L'opera di Massimo Vitali attinge esteticamente alla storia dell'arte e non solo a quella della fotografia. Italiano d'origine, anglosassone di formazione e con una visione internazionale e attenta all'evolversi della ricerca d'avanguardia a cavallo tra il secolo scorso e quello attuale, l'artista appare come un fotografo incline a non lasciare tracce nelle sue opere di momenti legati a fatti storici identificabili. Il suo mondo estremamente raggelato e cristallizzato, appare come sospeso in un fermo immagine cinematografico.

L'abilità di Massimo Vitali nel mostrare paesaggi e masse di gente con dettagli narrativi e formali a volte esaltati da sfondi quasi impalpabili, fa classificare i suoi lavori come "paesaggi umani contemporanei", collocandolo fra i maggiori artisti dei nostri tempi.


Massimo Vitali. Costellazioni umane

- A cura di Andrea Busto

- Dal 25 settembre al 20 dicembre 2020 

- MEF – Museo Ettore Fico | via Francesco Cigna 114, 10155 Torino 

- Ulteriori informazioni: Tel. (+39) 011.853065 | www.museofico.it 

- Mostra realizzata in collaborazione con: Mazzoleni, London – Torino 

- Orari di apertura: Venerdì: 14.00-19.00, sabato e domenica: 11.00-19.00



Immagine: Massimo Vitali, Carcavelos Pier Paddle, 2016

lunedì 21 settembre 2020

Convergenze al Circolo degli Artisti

Al Circolo degli Artisti, [Pozzo Garitta, 32  17012 Albissola Marina (SV)]   da sabato 26 settembre, con apertura alle ore 17 e fino al 25 ottobre, si terrà la mostra tripersonale "CONVERGENZE" di Margherita Piumatti, Yehuda Winer e "Jotaf". La mostra sarà visitabile tutti i giorni  dalle 16 alle 19


Gli artisti:  

Margherita Piumatti è una costante ricercatrice perché mette in esperimento la sua creatività con la ceramica e il vetro, riuscendo con tali materie a costruire il suo percorso d’artista. Si dedica a lungo all’insegnamento del disegno e storia dell’arte e continua ad esporre in mostre personali e collettive. Ama molto rappresentare i cavalli che cerca di elaborare, stilizzare e farli propri. 


Yehuda Winer nasce nel 1954 in Israele. Si trasferisce in Italia dove compie gli studi di Medicina laureandosi e specializzandosi in Oncologia e in seguito in Anestesia e Rianimazione. Vive e lavora a Savona. Da sempre appassionato di Arte, ha intrapreso il percorso pittorico in seguito all’incontro, avvenuto alcuni anni fa, con Jorge Felix Diaz Urquiza.

“JOTAF” Jorge Felix Diaz Urquiza: Performer, pittore, fotografo e regista nato nella città di Sancti Spritus in Cuba nel 1970. Appartiene alla UNEAC, (Unione Nazionale di Scrittori e Artisti di Cuba). Laureato livello superiore in Educazione Artistica. Ha lavorato come professore d’arte e come direttore di galleria nella Città di Sancta Clara in Cuba. Presidente nella sezione di arte visiva dei giovani creatori.

Ha partecipato con le sue opere a più di 60 mostre collettive in Italia e all’estero e 10 personali; in qualità di regista ha diretto numerosi videoclip musicali, documentari, e video culturali. La sua opera è possibile trovarla in diverse collezioni sia private che statali in diverse nazioni come Cuba, Italia, Mexico, Canada, Grecia, Spagna e Usa.


Circolo degli Artisti  

Pozzo Garitta, 32  17012 Albissola Marina (SV)        

www.circoloartistialbisola.it

circ.artistialbisola@libero.it

martedì 15 settembre 2020

La realtà svelata. Il Surrealismo e la Metafisica del sogno: Magritte, Dalí, Miró, Masson, Man Ray, Bellmer, Matta e De Chirico.

 Al Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art sta per inaugurarsi la mostra a cura di Silvia Guastalla e Maurizio Vanni dal titolo " La realtà svelata. Il Surrealismo e la Metafisica del sogno: Magritte, Dalí, Miró, Masson, Man Ray, Bellmer, Matta e De Chirico."


Attraverso le opere di alcuni tra i più grandi artisti, da Magritte a Dalí, da Miró a Masson, da Matta a Bellmer, da De Chirico a Man Ray, l'esposizione vuole dimostrare quanto, nelle proposte visive surrealiste, le componenti dell'alterazione mentale e dell'istinto primordiale direttamente connesso all'inconscio più profondo siano combinate con il lucido desiderio di liberare l'uomo dalle convenzioni e dai preconcetti per riportarlo a desiderare l'essenza del reale.

Un percorso in 56 opere su carta – tra incisioni, acqueforti, puntesecche e litografie a colori – all'interno di uno dei più grandi movimenti artistici d'avanguardia del Novecento, il Surrealismo, con un'incursione nel mondo della Metafisica di De Chirico, nell'analisi dell'inconscio e l'interpretazione del sogno di Sigmund Freud, nella psicologia del profondo e lo studio dei simboli di Carl Gustave Jung.


La realtà svelata. Il Surrealismo e la Metafisica del sogno: Magritte, Dalí, Miró, Masson, Man Ray, Bellmer, Matta e De Chirico.

A cura di: Silvia Guastalla e Maurizio Vanni

Organizzazione: Lu.C.C.A. Museum e Omina


In collaborazione con: Studio Guastalla Arte moderna e Contemporanea

Con il supporto di: Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca


Con il patrocinio di: Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Lucca, Camera di Commercio di Lucca, Confindustria Toscana Nord, Confcommercio Province di Lucca e Massa Carrara, Confesercenti Toscana Nord, Confartigianato Imprese Lucca.


Conferenza stampa di presenazione: Giovedì 17 settembre 2020 alle ore 11

Interverranno:

Angelo Parpinelli, Presidente della Fondazione Lu.C.C.A. Museum

Maurizio Vanni, Direttore del Lu.C.C.A. e co-curatore della mostra

Enrico Marchi, Responsabile del Lu.C.C.A. ArTS Hub

Stefano Ragghianti, Assessore alla Cultura del Comune di Lucca


La mostra resterà aperta al pubblico fino al 24 gennaio 2021.

Orario: da martedì a venerdì ore 14-18; sabato e domenica ore 11-19. Chiuso lunedì.


Lu.C.C.A. -  Lucca Center of Contemporary Art

via della Fratta, 36

55100 Lucca


tel. ufficio +39 0583 492180

mobile +39 339 2006519


www.luccamuseum.com

m.cicchine@luccamuseum.com


venerdì 11 settembre 2020

Forza d’Attrazione

Si è conclusa con la realizzazione di nuove spettacolari opere d’arte urbana e con la messa in scena di numerose performance la prima edizione di Forza d’Attrazione, la kermesse fondata sull’unione di due tra i più importanti festival della scena comacchiese: Manufactory Project e Spinafestival.


Un weekend interdisciplinare, quello appena trascorso, che ha visto la messa in atto di svariate forme d’arte e la partecipazione di numerosi celebri artisti della scena contemporanea.

 

Grazie al lavoro svolto negli ultimi anni dallo street art festival Manufactory Project, è stata portata avanti la riqualificazione dello Stadio Comunale Raibosola, riqualificazione che verrà portata a termine nel mese di ottobre 2020 con l’intervento conclusivo del noto street artist Ericailcane. Divenuto ufficialmente un museo a cielo aperto dal nome M.A.U.D., il Museo d’Arte Urbana del Delta racchiude oltre 60 importanti firme internazionali, entrando a far parte del circuito museale del Comune di Comacchio.

Per l’edizione 2020, Luogo Comune e Dissenso Cognitivo hanno dipinto i lati delle gradinate all’interno dello stadio, mentre, sotto la direzione artistica di Pierluigi Mangherini, writer con esperienza ventennale, una graffiti jam ha ultimato il remake delle mura perimetrali esterne, con le opere di artisti come OrionBlatta, Moe, Pupo Bibbito, Tomoz, Mask, Cause, s404y, Rise The Cat, Don Bro, Zest, Tail, Beis, Capo, Enko04, H3mO, Rusty, Stc Crew, Sharko e altri.

 

Parallelamente, alla Casa Museo Remo Brindisi del Lido SpinaSpinafestival 2020 ha intrattenuto il pubblico con spettacoli, installazioni, proiezioni di film, concerti e performance, presentando il  lavoro di Yuri Ancarani, Francesco Bocchini, Riccardo Buonafede, Romeo Castellucci, CineVillon, DEM, Materia Films, NicoNote, Teatro Medico Ipnotico e ancora Greg Gilg, Frida Split e Peppe Leone (Spina Resident Orchestra).

 

Con il Contributo del Comune di Comacchio, promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Spazio Marconi, gestore del FabLab MakeInCoForza d’Attrazione nasce con l’obiettivo di contribuire a reinventare la cittadina di Comacchio e le zone che la circondano, attraverso la selezione di artisti che si sono messi in luce per la potenza espressiva e il coraggio del loro lavoro e tramite interventi in grado di rompere i confini tra tecniche e discipline, con opere capaci di attraversare tali confini.

 

Il tema di questa prima edizione di Forza d’Attrazione è legato al concetto di creazione e gioca con l’ambiguità del dare/ridare vita alle cose tramite l’arte e la parola poetica, capaci di creare quella magia naturale che attrae gli elementi e li fa reagire generando forza vitale:

“Oggigiorno tutti facciamo l’esperienza di regole di distanziamento fisico che si oppongono all’istinto naturale di andare gli uni verso gli altri e trarre una sensazione fisica diretta dalle opere d’arte che scopriamo. Attraverseremo il nostro tema di quest’anno – Forza d’Attrazione – come un insieme di stati in equilibrio tra energie differenti, in un contrasto talvolta paradossale. Partendo dalla constatazione che questa è la natura stessa dei nostri luoghi:  incrocio di acque dolci e salate che si attraggono lambendo terreni che non sono mai stabili sotto i piedi”, spiegano gli organizzatori.

 

Con il Contributo del Comune di Comacchio

In collaborazione con  l’Associazione di Promozione sociale Spazio Marconi

Partner: Vol. FA, Civica Scuola di Musica, Bh Audio, Belli coffee and drink, Giovani Musicisti Comacchiesi, Holiday Camping Florenz, Istinto Screenprinting, Work & Service, Po Delta Tourism.

 

 

FORZA D’ATTRAZIONE

4 / 6 SETTEMBRE 2020

STADIO COMUNALE / LIDO SPINA - COMACCHIO (FE)