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mercoledì 8 febbraio 2023

Vanni Viviani - Il Convivio

La Galleria Arianna Sartori di Mantova (via Ippolito Nievo, 10) ricorda l’Artista Vanni Viviani (1937 - 2002) con la retrospettiva “Il Convivio”. La mostra, curata da Vincenzo Bruno e Arianna Sartori, sarà inaugurata Sabato 11 febbraio alle ore 17.00.

In Galleria saranno esposti dipinti e sculture realizzati a partire dagli anni Sessanta, e si potranno ammirare fino al 23 febbraio 2023 con orario: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 e 15.30-19.30, Domenica chiuso.


Vanni Viviani nasce nel 1937 a San Giacomo delle Segnate (MN), si trasferisce giovanissimo a Bolzano dove inizia l’attività artistica, improntata inizialmente sulla figurazione pittorica e scultorea.

Nel 1963 vive e opera a Parma, partecipando attivamente alle avanguardie emiliano-lombarde, ove si segnala tra i giovani protagonisti di corrente sul simbolo per la sua inconfondibile personalità, il soggiorno parmense si identifica nel ciclo di opere realizzate con spighe di grano applicate, rappresentanti in emblema, l’affollata umanità.

Negli anni ‘70 si trasferisce in via Brera a Milano, capitale dell’arte europea ed è nell’ambito milanese che avverte il bisogno di passare dalla collettività delle spighe all’individualità della “Mela”, simbolo allusivo ed erotico, frutto delle religioni, delle favole, della scienza e degli eroi, evocante con la sua capacità descrittiva e citazionista importanti momenti del passato, dal Pomo d’oro di Paride alla religiosità di Piero della Francesca, alla catarsi dell’Ultima Cena Leonardesca per finire col surrealismo magrittiano con la mela simbolo di vita, di sensualità, luogo delle idee, con un’ineguagliabile capacità di rappresentare la storia e i sentimenti dell’uomo attraverso questa metafora.

La critica lo segue con crescente interesse nella sua parabola creativa; Luigi Carluccio, scriveva: “Viviani, un caso della pittura italiana contemporanea”.  Mario De Micheli: “Viviani, prodigioso giardiniere di un incorrotto pomario”. Renzo Margonari: “Viviani, non dipinge mele ma nudi umani”. Nei primi anni ‘70 l’artista su invito della scrittrice ed amica Milena Milani inaugura uno studio estivo nell’Eden privato di Villa Faraggiana ad Albissola (SV) dove per vent’anni opera nel campo della ceramica artistica, realizzando moltissime opere uniche. Nel 1975 porta a compimento “Monumentalmente Vostro”, la grande opera che trova accomunati 49 tra gli artisti più significativi dell’area lombarda. Nel 1983 realizza il “Convito di Pietra” citando in dieci grandi opere l’Ultima Cena di Leonardo, l’alto profilo artistico dell’opera viene proposto per rappresentare l’arte italiana a Melbourne in Australia. 

Iniziano poi i frequenti viaggi in Sud America, dove conosce Oscar Niemeyer, il grande architetto, inventore di Brasilia, diventano amici, le pomacee curve trovano corrispondenza fra le ali architettoniche di una Brasilia metafisica, “Arquiteturas de Leonardo a Niemayer” è la grande mostra-omaggio all’amico, ospitata al Museo D’Arte Contemporanea di San Paolo.

Viviani nel 1988 a sorpresa lascia il vecchio quartiere bohèmien di Brera a Milano, ritorna al paese e alle proprie origini virgiliane, inventa Ca di Pom, addensa di significati la sua opera, concretizza il suo universo alla conquista della sua più intima identità.

Nel 1995 Alitalia per L’Arte nell’ambito di far conoscere le più significative espressioni dell’arte contemporanea italiana, lo invita nei propri spazi presso l’aeroporto J.F. Kennedy di New York a presentare una selezione antologica della sua opera, “The Big Apple” è il titolo emblematico della vicenda artistica del maestro italiano. Nel 1998 “Pisaneide” in 15 grandi opere l’artista interpreta una rovinosa caduta della storica Torre in Piazza dei Miracoli a Pisa, come a rappresentare nella sua provocazione sibillina, l’ipotesi di una caduta degli ideali che solo gli strumenti dell’amore possono evitarci. 

Nel 2001 lo Young Museum di Revere (MN) dedica al maestro la personale “Geometrie del Seme” con opere realizzate a cavallo del terzo millennio. Nel 2002 Viviani realizza il suo sogno, donando Ca di Pom alla Fondazione Banca Agricola Mantovana per farne un Centro Culturale e Museo Vanni Viviani, aperto a tutte le istanze dell’arte, promuovendo in particolare l’attività dei giovani. L’ultima grande esposizione antologica “Pom Aria” alle Fruttiere di Palazzo Te a Mantova (aprile-giugno 2002) sintetizza la sua vita artistica, dalle spighe alle mele per concludersi con grandi sculture in lamina di ferro svuotate, che evidenziano nella negatività della rappresentazione, “l’Anima” dei suoi personaggi da Adamo a Dafne agli Angeli Totemici.

Vanni Viviani scompare nel 2002.


Orario

dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Domenica chiuso.

mercoledì 5 ottobre 2022

Simona Ceccarelli - Ritorno alle origini

La Galleria Arianna Sartori di Mantova ospita dall’ 8 al 20 ottobre 2022 la mostra personale  “Ritorno alle origini” dell’artista Simona Ceccarelli  - a cura di  Francesca Bellola - che raccoglie una selezione dell’ultima sua produzione di dipinti ad olio su tela.



"Nella vita quotidiana troviamo l’origine sociale come gli usi e i costumi che caratterizzano la nostra società, mentre quella individuale appare più complessa da percepire. Certo, distinguere la realtà virtuale da quella reale sembra un piccolo cruccio, eppure soprattutto i giovani tendono a perdersi, le cronache purtroppo ne sono la conferma, in un mondo superficiale e fatuo.

La mostra “Ritorno alle origini” di Simona Ceccarelli mette in risalto la nostra vera essenza, come l'origine dell'esistenza. Così si ritorna bambini quando riaffiora un ricordo, oppure si enuncia una frase del passato, quando ci si comporta in un modo che rispecchia un atteggiamento già vissuto e che rimanda alla fanciullezza.

L'esposizione sottolinea il valore dell'infanzia dell'autrice vissuta nella pianura padana, spesso avvolta dalla nebbia, mantenendo un fascino intimo e introspettivo. Infatti, il territorio si è radicato nell’anima, si è insinuato nel cuore e nella mente dell'artista e ha messo radici profonde, attraverso le quali scorre linfa vitale che alimenta ricordi e visioni di paesaggi indelebili.

Le opere selezionate, realizzate ad olio su tela, alcune delle quali appositamente per la mostra, raffigurano una visione molto dinamica di panorami rivisitati, dove predominano i colori ocra e di terra, contrastati dalle tonalità blu e viola che alludono alle sorgenti d'acqua, quindi alla vita. Nell'opera “Galaverna” del 2022 si veda la padronanza della stesura degli azzurri intensi, nel descrivere la brina che si cristallizza sui rami e sulle foglie degli alberi nelle gelide notti lombarde.

Una figurazione, la sua, molto libera, alla ricerca di un mondo espressivo e poetico nella vegetazione. I tronchi degli alberi dai rami spogli e i dettagli ravvicinati della campagna si contemplano in un'esplosione di cromie che richiamano l'espressionismo, seppur rivisitato in maniera personale.

Un senso dinamico dell’immagine caratterizza i dipinti dell'autrice, orientati verso interpretazioni sempre più libere della realtà." -  Francesca Bellola

L'artista Simona Ceccarelli, nata a Nogara (VR), trascorre la sua infanzia a Castel d'Ario in provincia di Mantova, fonte di grande ispirazione nella sua carriera artistica. Attualmente vive e lavora a Milano.

Dall’età di otto anni inizia a prendere confidenza con i colori, in particolare quelli ad olio; è questa la tecnica che anche oggi predilige e che si presta meglio a concretizzare la sua poetica pittorica. La conoscenza e vicinanza del pittore russo Lavr Lyndin, che ne segue il lavoro da molto tempo, la guidano nel mondo dei rapporti armonici tra forma e cromia e rappresentano un continuo scambio artistico e culturale. Nel 1998 conclude gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e dall’anno successivo inizia ad esporre in alcune gallerie milanesi invitata a partecipare a mostre collettive di giovani artisti.

La sua attività prosegue sempre alla ricerca di nuovi stimoli visivi e creativi.



Francesca Bellola - Ritorno alle origini

Dall’ 8 al 20 ottobre 2022

ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN

Mantova - Via Cappello 17 - Tel. 0376 324260


Orario

dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Chiuso Domenica e Festivi.

martedì 11 gennaio 2022

Mostra di Ernesto Tavernari alla Galleria “Arianna Sartori” di Mantova

La Galleria “Arianna Sartori” di Mantova, nella sala di via Ippolito Nievo 10, presenta una nuova mostra del Maestro Ernesto Tavernari, dal 22 gennaio al 10 febbraio 2022, che segue l’esposizione “Dalla realtà al sogno” presentata nel giugno scorso e che aveva riscosso un notevole interesse da parte della critica e del pubblico.

Prosegue quindi la collaborazione con l’ “Associazione Maestro Ernesto Tavernari”, che ricorda nuovamente l’artista a Mantova con questa seconda importante mostra retrospettiva, con la possibilità di ammirare dipinti realizzati dal 1962 al 2006.

Adalberto e Arianna Sartori conoscevano Ernesto Tavernari, frequentavano il suo studio milanese già dalla metà degli anni Ottanta, avevano instaurato con il Maestro un bel rapporto di stima e ammirazione, lui Ernesto Tavernari sempre disponibile e cordiale.

La personale si inaugura sabato 22 gennaio alle ore 16.30.


“Penso al mite sorriso, alla conversazione sussurrata di Ernesto Tavernari, recupero le sue immagini, i suoi colori, e sono tentato da una affettuosa correzione, non homo ma puer avus ludens, dentro uno scenario di sogni, invenzioni, affabulazioni.

Nei suoi quadri, d’una grana che suggerisce il fascino affrescale, giocano le forme, ma soprattutto i colori.

Penso a Chagall, senza alle spalle le tenebre e le fiamme d’una lunga storia; meno azzardato, senza malinconie, anche quando la memoria è più profonda; a Chagall filtrato, magari, attraverso il rigore e la tensione di Osvaldo Licini. Ernesto Tavernari è lucchese (le antiche mura sono sospese nei suoi dipinti), ma la tenerezza dei suoi verdi, la trasparenza dei suoi cieli, proprio non si possono non dire lombardi”. - Alberico Sala


“Il segno, il disegno, nella felice semplicità di un continuo volo, in una ventata di case a sghimbescio come per gioco, con tutti gli oggetti del mondo, dell'infanzia del mondo, che salgono e precipitano e si ricompongono in un nuovo immaginario reale, non reale: giocosità e traccia, avendo come unico scopo di affermare l’inesplicabile bellezza di ogni cosa visibile, l’enigma della semplicità”. - Roberto Sanesi


“Personaggio curioso Tavernari, la sua arte è tutta uno scatto di malizie e desiderio di farla franca. Esterna desideri e argutamente ci scherza su, osserva i forzuti e sa che finiranno in padella come i deboli…”. - Luciano Spiazzi

“Prima il colore: morbido, tenue, luminoso. Si avverte l’esperienza fondante della pittura a fresco. Poi la fiaba, o la realtà vista come in un sogno, svincolata dalle inesorabili catene della logica. Tempo e spazio si sovvertono e si confondono in una visione surreale…”. - Paolo Biscottini

“…un viaggio fantastico nel tempo e nello spazio per ritrovare il senso della vita dell’uomo su questo cosmo, Tavernari con la sua pittura illuminata e ingentilita da strutture musicali di colore, fa prevalere in questa realtà uno sguardo poetico rassicurante, e delinea un itinerario sia immaginario che fantastico…”. - Renato Valerio


Ernesto Tavernari nasce a Lucca nel 1911.

Pittore e scenografo, trascorsa l’infanzia in Liguria, negli anni Venti giunge a Milano, dove collabora con l’impresa di scenografie Bertini e Pressi.

Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Scuola d’Arte Superiore del Castello.

Negli anni Trenta e Quaranta realizza le scenografie per le più rilevanti opere del Teatro alla Scala ed esegue affreschi al Lido di Venezia, all’EUR di Roma, a Quartu Sant’Elena, a Solarolo di Sanremo e alla Certosa di Chiaravalle. Nel 1939 è invitato a esporre alla Triennale di Milano.

Nel secondo dopoguerra è molto attivo sulla scena artistica al fianco, come collega e amico, di Arturo Martini, Aligi Sassu, Giacomo Manzù, Lucio Fontana, Renato Birolli e Luciano Minguzzi.

Il 1963 è l’anno della sua prima personale, allestita da Carlo Cardazzo al Cavallino di Venezia.

Seguiranno moltissime mostre personali e collettive nei principali musei e gallerie, in Italia e all’estero.

Nel 1996 sue sono le scenografie e le marionette del “Mago di Oz” per il Teatro delle Marionette di Gianni e Cosetta Colla.

Attivo fino all’ultimo, nel 2007 si spegne nella sua casa-studio, a Milano, all’età di 96 anni, ma il suo nome e le sue opere continuano a essere ricordate e apprezzate grazie a nuove, continue esposizioni.



Orario

dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30.

Chiuso Domenica e Festivi