giovedì 4 giugno 2026

Marisa Merz. La danza delle ore

In occasione del centenario della nascita di Marisa Merz, Torino rende omaggio a una delle figure più significative dell’arte italiana e internazionale del secondo Novecento con Marisa Merz. La danza delle ore, una grande mostra in tre atti che coinvolge il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la Fondazione Merz e la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.


Realizzato grazie al sostegno della Fondazione CRT, il progetto nasce dalla collaborazione tra alcune delle principali istituzioni culturali del territorio, unite nell’intento di restituire la complessità, la forza poetica e l’eredità ancora viva dell’opera di Marisa Merz, nata a Torino il 23 maggio 1926.

Afferma Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte: “Il centenario della nascita di Marisa Merz rappresenta un’occasione straordinaria per celebrare una delle figure più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale e, allo stesso tempo, per raccontare la capacità del Piemonte di fare sistema. Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono competenze, patrimonio e visione in un progetto culturale di altissimo profilo che conferma Torino e il Piemonte come punto di riferimento nel panorama artistico europeo. Investire nella cultura significa valorizzare la nostra identità, rafforzare l’attrattività del territorio e creare nuove opportunità di crescita, conoscenza e partecipazione per le comunità. Marisa Merz appartiene alla storia dell’arte mondiale, ma le sue radici torinesi rappresentano un patrimonio che il Piemonte ha il dovere e l’orgoglio di custodire e promuovere.”

Aggiunge Rosanna Purchia, Assessore alla Cultura della Città di Torino: “Questo progetto espositivo testimonia lo speciale spirito collaborativo che anima le istituzioni torinesi dell’arte contemporanea. Questa congiuntura è una vera e propria marcia in più che permette alla città di celebrare degnamente nel suo centenario un’artista donna che ha avuto un impatto radicale sulla storia dell’arte italiana e internazionale. La città di Torino è grata anche alla lungimiranza della Fondazione CRT che ha sposato questo progetto e questa attitudine di sistema integrato”.

La presentazione ufficiale della mostra si è svolta a Milano, nella Sala Forum del Museo del Novecento, grazie alla generosa ospitalità dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, con la moderazione attenta e partecipe di Gianfranco Maraniello, Direttore Area Musei d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano.

Ad aprire i lavori è stato Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, che ha dichiarato: “Siamo particolarmente felici che tre importanti istituzioni culturali torinesi abbiano scelto Milano e il Museo del Novecento come sede di questa presentazione, che sottolinea la profonda vicinanza culturale tra due città protagoniste della scena artistica italiana ed europea. Sappiamo bene quanto il lavoro di Marisa Merz sia profondamente legato alla città di Torino e alla stagione dell’Arte Povera, ma allo stesso tempo, ci fa piacere ricordare come anche il Museo del Novecento conservi importanti testimonianze di quella esperienza artistica, frutto di acquisizioni realizzate tra la fine degli anni Settanta e Ottanta, opere che il pubblico può oggi ammirare all’interno del percorso museale. Il prossimo autunno, il Museo del Novecento ospiterà nello spazio Archivi una mostra prodotta nell’ambito del ciclo “Voci del Novecento”, dedicata a Tommaso Trini. Una scelta particolarmente significativa, poiché Trini fu tra i primi critici a intuire la portata innovativa di quella che sarebbe poi stata definita Arte Povera, ma anche uno degli osservatori più attenti e sensibili del lavoro di Marisa Merz.

La collaborazione tra le istituzioni coinvolte conferma inoltre il ruolo strategico dell’asse culturale Torino-Milano nella valorizzazione del contemporaneo e nella costruzione di progettualità condivise capaci di generare ricerca, produzione culturale e visibilità internazionale.

Al Castello di Rivoli, la mostra è curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio; alla Fondazione Merz da Beatrice Merz e Sébastien Delot; alla GAM da Chiara Bertola e Chiara Parisi. Le tre sedi costruiscono insieme un racconto unitario e polifonico, capace di restituire la continua evoluzione dell’opera di Marisa Merz e la sua attualità nel panorama artistico contemporaneo.

La mostra, in programma dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, si configura come una retrospettiva senza precedenti, difficilmente replicabile per ampiezza e profondità. Attraverso un nucleo straordinario di opere, alcune delle quali inedite, il percorso offre una lettura articolata della ricerca dell’artista, mettendo in dialogo tre dimensioni fondamentali del suo lavoro: il processo creativo e l’uso dei materiali, il tempo quotidiano come spazio dell’arte, la casa come laboratorio alchemico e la nozione di spazio come luogo fisico e metafisico.

Il progetto sarà accompagnato da un catalogo unico, presentato in occasione di un convegno dedicato all’artista.