mercoledì 7 gennaio 2026

ARTISTI 5+1 alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Ippolito Nievo 10, il prossimo Sabato 10 gennaio alle ore 17.00, inaugura la mostra collettiva “ARTISTI 5+1”. Alle pareti sarà possibile ammirare le opere degli artisti Luca Giacobbe, Daniele Morandini, Lucilla Restelli, Roberto Sirocchi, Vito Vaccaro e al centro della sala saranno collocate alcune sculture dell’artista Ilario Mutti.

Curata da Arianna Sartori, l’esposizione, che presenta una selezione di opere di ciascun Artista invitato, resterà aperta al pubblico fino al 29 gennaio 2026 con orario: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, Domenica chiuso. 

Per informazioni: tel. 0376.324260, info@ariannasartori.eu


Biografie degli Artisti

Luca Giacobbe, pittore contemporaneo, nato a Venezia nel 1966. 

Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze dove ha conseguito i Diplomi di Scultura nel 1988 e di Pittura nel 1992. 

Ha iniziato l’attività artistica nel 1985 partecipando a mostre collettive ed allestendo anche alcune mostre personali.

Nel 2021 e nel 2022 il Comune di Montecatini Terme ha acquisito un suo dipinto e dieci opere di grafica per la collezione permanente di MO.C.A. Montecatini Contemporary Art. Attività recente: collettiva “FLORILEGIO ITALIANO”, MO.C.A. Montecatini Contemporary Art, Montecatini Terme (Pistoia) 2024; collettiva “Disegno Madre e Padre”, Accademia delle Arti del Disegno, Firenze 2024; collettiva “Equilibri”, Galleria del Carbone, Ferrara 2024; collettiva “DIE BRUCKE/IL PONTE”, KREIS Galerie, Nurberg (Germania) 2025.

È Accademico Ordinario della Classe di Pittura dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. 

Vive e lavora a Firenze.


Daniele Morandini, di origine mantovana, risiede a Sustinente (MN). 

Si è laureato in lettere moderne (con indirizzo storia dell’arte) all’Università di Bologna nel 1984, con il massimo dei voti; si è diplomato in musica al conservatorio “Campiani” di Mantova nel 1986, seguendo i corsi di pianoforte e canto; dopo una vita passata nella scuola, prima come insegnante e poi come preside, si è laureato in pittura nel 2023, all’Accademia di Belle Arti di Verona con il massimo dei voti e la lode. Ha dipinto tutta la vita per lo più in maniera figurativa con attenzione particolare alla prospettiva, alla simmetria e alla luce. In accademia ha ampliato le sue conoscenze sulle tecniche pittoriche ma soprattutto è entrato nel mondo della calcografia e ne è rimasto affascinato. La pittura è passata in secondo piano e ora si dedica a tempo pieno all’incisione. Si è dotato di un laboratorio calcografico con un torchio per poter sviluppare tutte le fasi della tecnica incisoria autonomamente. L’acquatinta è la tecnica che predilige. 

Nel 2024 e nel 2025 ha partecipato al FIIC (Festival Internazionale di Incisione Contemporanea) di Trento; le opere che ha presentato sono state esposte nella galleria spazio foyEr a Trento. Nel 2025 ha partecipato alla mostra collettiva del 52° Premio Suzzara e l’opera presentata sarà in esposizione fino al 28 febbraio 2026.


Ilario Mutti è nato nel 1949 a Calvisano (BS).

Ha frequentato il Liceo Artistico V. Foppa di Brescia conseguendo la maturità nel 1969.

Ha avuto come docenti Zuppelli e Cottini per il disegno di figura, Botta e Lusetti per la scultura.

Botta lo introduce al modellato usando la plastilina, Lusetti gli fa amare la creta e le sue mescole per produrre il cotto.

Inizia nel 1971 il suo iter espositivo.

Ha partecipato a numerosi concorsi ed ha realizzato monumenti dedicati all’AVIS e agli Alpini.

Molti i critici d’arte ed i giornalisti che hanno scritto della sua opera.

Vive e lavora a Rezzato (BS).


Lucilla Restelli nasce a Rho in provincia di Milano dove risiede e lavora. 

Ha frequentato corsi di disegno e pittura presso la Scuola superiore degli Artefici dell’Accademia di Belle arti di Brera di Milano. 

Dal 1989 partecipa a concorsi di pittura collezionando numerosi premi e segnalazioni europei ed internazionali.

Nella sua lunga carriera ha sempre cercato nuove forme di espressioni, accostandosi, oltre che alla pittura ad esperienze di collage di materiali inusuali, alla lavorazione della ceramica e alla scultura con materiali quali il bronzo e l’acciaio. 

Dal 2010 è socio della Società per le Belle Arti ed esposizione Permanente di Milano. 

Personali recenti: 2013 - “Oro il colore dell’oro”, Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano. 2016 - “A colloquio con la materia e il colore”, Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano. 2018 - “Oltre il limite”, a cura di Cristina Palmieri, Villa Burba di Rho (MI). 2023 - “Ricerca e sorpresa”, Galleria d’Arte Arianna Sartori di Mantova.


Roberto Sirocchi, è nato a Parma nel 1953, si è diplomato all’istituto d’arte Paolo Toschi per poi iscriversi alcuni anni alla facoltà di storia dell’arte. 

Ha lavorato come grafico e illustratore con diverse agenzie di pubblicità; oggi le illustrazioni continua a farle ma solo per passione. Ci si dimentica che disegnare è un’attività divertente, una delle poche in cui un adulto può giocare come un bambino, per questo non fa altro che riempire fogli e foglietti con i suoi disegni. Il bianco e nero e la tecnica del tratteggio sono una sua scelta estetica, come decidere di fare l’incisore anziché dipingere con i colori. Lui tende a illustrare favole, creare immagini surreali che non possono esistere nella realtà e con questa tecnica l’immagine gli sembra più verosimile, più credibile. I lavori che presenta in questa mostra sono tutti collegati al tema della “Torre di Babele”, metafora millenaria che evoca confusione di lingue, una molteplicità variegata e disordinata, l’orgoglio e la presunzione di costruire qualcosa per salire fino al cielo. Questo tema è stato trattato da tantissimi artisti che lui ha guardato cercando di reinterpretare con la sua tecnica.


Vito Vaccaro nasce a Palermo il 15 aprile 1887. 

Frequenta l’Accademia di Belle Arti. Nella sua città espone in varie mostre: 1913 all’Istituto Belle Arti, nel1914 al teatro Massimo, al Circolo della Stampa e al Circolo degli Artisti ricevendo molteplici riconoscimenti e premi. Un periodo di silenzio è causato dalla partecipazione alla guerra 1915-1918. 

Nel 1920 vince il concorso nazionale come professore di disegno e si trasferisce a Mantova e poi a Milano dove lavora entrando a far parte della cerchia degli artisti milanesi. 

Numerose le manifestazioni a carattere nazionale: 1920-1923-1925 Milano, Reale Accademia di Belle Arti di Brera; 1920-1923 Mantova “Circolo Cittadino”; 1923 II Biennale Romana; 1925 II mostra d’Arte Gallaratese; 1926 XV Esposizione Internazionale di Venezia; 1926 Roma, Prima mostra d’Arte Marinara; 1926 Lodi, Camera di Commercio; 1927-1929 Milano, Reale Accademia di Brera; 1934-1935-1936-1940 Milano, Permanente mostra Interprovinciale Lombarda; 1930-1933 Busto Arsizio, Società Bustese di Storia e Arte; 1940 Venezia, XII Esposizione d’Arte; 1946-1947 Milano: esposizione di Arte Sacra presso l’Angelicum, Cenacolo degli Artisti. Molteplici le mostre personali nelle gallerie milanesi: Geri, La Vinciana, galleria Milano e Bolzani. Dal 1945 in avanti intensa è la produzione della pittura ad olio. Numerose le sculture realizzate al Cimitero Monumentale di Milano eil Cimitero ebraico di Mantova. 

Si spegne il 12 maggio 1960. 

Vito Vaccaro è annoverato tra i Benemeriti della città di Milano. 


sabato 27 dicembre 2025

Tre mostre al Builging


Giovedì 15 gennaio 2026 ore 11.00 BUILDING presenta un'unica grande anteprima per tre nuove mostre :

Un mondo tutto all’aperto

Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni

a cura di Giovanni Giacomo Paolin

BUILDING GALLERY

15.01.2026 – 14.03.2026  


Per filo e per segno

Percorsi di arte tessile in Italia

a cura di Alberto Fiz

BUILDING BOX

12 artisti in 12 mesi

15.01.2026 – 07.01.2027 


Virginia Zanetti

La danza del sale

a cura di Giulia Bortoluzzi

BUILDING TERZO PIANO

15.01.2026 – 14.02.2026 

Opening:giovedì 15 gennaio 2026 dalle 17.00 alle 20.30  

Per accrediti e maggiori informazioni scrivere a ddlarts@ddlstudio.net

BUILDING

via Monte di Pietà 23, 20121 Milano

martedì - sabato, 10 – 19

www.building-gallery.com


https://cerchioquadrato.blogspot.com/2025/12/un-mondo-tutto-allaperto.html

https://arteinvideo.blogspot.com/2025/12/per-filo-e-per-segno-percorsi-di-arte.html

https://musicaeparole-leonardo.blogspot.com/2025/12/la-danza-del-sale.html

mercoledì 10 dicembre 2025

Giulio Cerocchi. Opere scelte

Dal 18 dicembre 2025 lo studio legale Laruffa Bottinelli Avvocati Associati in Via Marcello Malpighi 4 a Milano, in zona Porta Venezia, ospiterà una mostra personale dell’artista fotografo Giulio Cerocchi a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni, organizzazione e comunicazione del progetto realizzate da MADE4ART.

In esposizione una selezione di composizioni e contaminazioni fotografiche dell’autore milanese che prende in esame diversi aspetti della sua variegata, ma sempre coerente produzione artistica evidenziando soggetti ricorrenti, l’originalità nella scelta dei materiali e delle tecniche utilizzate, la profonda indagine condotta sulla realtà circostante e sull’interiorità umana: lavori che conducono a risultati di straordinaria poesia.


Le opere appartenenti alle diverse serie “Territori Innevati”, “cours progressif de paysage”, “Qui alla frontiera cadono le foglie”, “Le parole volano, il pensiero va a piedi”, “Rusticus”, “vivi ritirato e nella quiete e sii selvaggio”, realizzate tra il 2010 e il 2021, formano insieme quasi una retrospettiva, che non abbraccia integralmente il percorso di Cerocchi, ma che permette d’immergersi efficacemente nel suo universo estetico e simbolico. Il pensiero, la memoria, la traccia del tempo lasciata nell’ambiente naturale o nel contesto dove l’essere umano trascorre la propria esistenza, il recupero di ciò che è scarsamente considerato e poco visibile per restituire un originario valore e generare una rinnovata armonia sono elementi che è possibile ritrovare nei progetti di Giulio Cerocchi protagonisti di questa mostra, facendo di volta in volta ricorso alla sovrapposizione o ad accostamenti tra scatti, alla scansione, all’inclusione di materiali diversi oppure a un contributo grafico. Lavori fotografici ricchi di significati, che sanno parlare all’osservatore senza bisogno di parole, comunicando efficacemente con la sua interiorità.

“Giulio Cerocchi. Opere scelte”, con inaugurazione giovedì 18 dicembre 2025 dalle ore 18 alle 21, è visitabile su appuntamento dal giorno successivo al 20 gennaio 2026 seguendo giorni e orari di apertura dello studio legale Laruffa Bottinelli Avvocati Associati.


Giulio Cerocchi - biografia

Nella cultura e nell’ambiente fotografico milanese degli anni Settanta e Ottanta, Giulio Cerocchi trova spazio per esprimere in modo personale e originale il proprio bagaglio di conoscenze e di creatività. Affronta esperienze più specifiche come freelance nell’editoria moda (settore pelletteria) arrivando alcuni anni dopo alla creazione di un proprio spazio lavorativo. In questo periodo raggiunge la maturità professionale collaborando con le più note riviste italiane di moda (Amica, Grazia, Vogue Pelle, Mipel, Bazaar Italia, Idea Pelle, Impuls Germania) e con agenzie pubblicitarie nella realizzazione di campagne nazionali e internazionali (Pollini, Ciesse Piumini, Juventus Moda Seteria Ratti, Mont Blanc, Monrif, Pelliccerie Solleciti, Raffaella Curriell).

Collabora per diversi anni con il Gruppo Ottanta (creatori ed animatori di pupazzi come Five, Four e Uan per le reti Mediaset) contribuendo anche per la creazione di set di animazione.

In una prima fase le sue opere sono ispirate dalle culture popolari e dalle atmosfere misteriche della natura. Lavori che si realizzano in elaborazioni grafiche-fotografiche e collagraph grazie alle nuove tecnologie digitali.

Attualmente la sua ricerca, che privilegia aspetti intimi, riflessivi e originali, è rivolta alla bidimensionalità e tridimensionalità utilizzando materiali vari, come ferro, mattoni, legno e oggetti inseriti nelle fotografie, creando così una suggestiva contaminazione.

Ha esposto presso MADE4ART in diverse occasioni: si ricordano le mostre personali “…nell’aria e nelle cose” (maggio - giugno 2014, evento Photofestival) e “ParoleImmagini” (ottobre 2024), entrambe a cura di Gigliola Foschi, le collettive “Imagerie du mystère” (maggio - giugno 2024, a cura di Gigliola Foschi) e “Summer Exhibition 2025” (luglio - settembre 2025). Sempre con MADE4ART ha esposto in sedi esterne e fiere di settore, tra cui MIA Photo Fair nelle edizioni 2014, 2015 e 2025, Arte Fiera Bologna nel 2015.


Giulio Cerocchi. Opere scelte

a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni

18 dicembre 2025 - 20 gennaio 2026

Inaugurazione giovedì 18 dicembre ore 18 - 21

R.S.V.P. info@made4art.it

Dal 19 dicembre 2025 al 20 gennaio 2026 apertura su appuntamento: 02.29522526


c/o Studio Laruffa Bottinelli Avvocati Associati

Via Marcello Malpighi 4, 20129 Milano

Per informazioni sull’artista o acquistare un’opera:

info@made4art.it - 339.2202749 - 339.8285555


Organizzazione e comunicazione

MADE4ART

www.made4art.it, press@made4art.it

lunedì 10 novembre 2025

Il battito del picchio

Gilda&Co, poliedrico spazio milanese dedicato al design italiano, ospita dal 21 novembre 2025 la mostra IL BATTITO DEL PICCHIO. Il fantastico mondo delle ceramiche di Enzo Bioli, una rassegna che rende omaggio alla figura di Enzo Bioli – pittore, grafico, scenografo, designer e ceramista – attraverso più di 150 pezzi da lui disegnati per “Il Picchio”, laboratorio di produzione di ceramiche da lui fondato nel parmense nel 1967 e attivo fino al 1985, fucina di una produzione di serie e artistica di grande pregio riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Gilda&Co, spazio inaugurato nel 2024 in via Plinio, nato dall’esperienza di Daniele Lorenzon e di Compasso, storico showroom che da oltre 20 anni esplora il meglio del design del ‘900, prosegue nel suo intento di indagare e raccontare il design internazionale attraverso mostre d’essay con l’esposizione IL BATTITO DEL PICCHIO. Il fantastico mondo delle ceramiche di Enzo Bioli, dedicata alla produzione firmata da Bioli per “Il Picchio”.

Dal vasto archivio di Compasso — composto da oggetti, opere d’arte, documenti e fotografie — è infatti nata l’idea, immediatamente accolta dalla storica e critica del design Anty Pansera, di dedicare una mostra alla figura di Enzo Bioli, vero e proprio “artiere”, come lo definisce Pansera, perché capace di tenere insieme arti diverse nel gesto del fare, nel progetto, nella disciplina del mestiere. Lo stesso nome e logo che Bioli scelse per la sua officina, “Il Picchio”, con la quale firmò ogni suo manufatto, inclusi gli oltre 150 pezzi ospitati in mostra, sembrerebbe un rimando a questa sua rara dote: fu infatti Bioli stesso a disegnarne personalmente il logo, conferendo all’officina un’identità grafica “di mano” con una semplice marcatura a pennello – “Il Picchio – PR.” – che richiama l’origine artigianale e locale del laboratorio più che un marchio industriale. D’altra parte, il picchio, uccello laborioso e ritmico, diventa metafora del lavoro continuo e preciso dell’officina ceramica, con il battito del becco che rimanda al ritmo del tornio e del ciclo continuo del forno che trasformano l’argilla in serie.


Enzo Bioli nasce a Parma nel 1932. Si diploma in Scenografia all’Istituto d’Arte Paolo Toschi, dove studia con maestri come Latino Barilli, Renato Vernizzi, Enrico Bonaretti e Umberto Lilloni. Dopo tre anni all’Accademia di Brera, conclude la formazione artistica all’Accademia di Bologna. La sua carriera inizia come pittore, partecipando a premi e mostre in ambito locale e nazionale, ricevendo diversi riconoscimenti. Artista versatile, Bioli si dedica anche alla grafica, alla scenografia, al design e alla ceramica. Nel 1960 tiene la sua prima personale alla Galleria del Teatro, mentre nel 1967 fonda il laboratorio “Il Picchio”, attivo fino al 1985, i cui pezzi vengono segnalati dal noto mensile Domus già nel 1968. Profondamente legato alla vita culturale di Parma, ricopre incarichi di rilievo, tra cui assessore alla cultura e al teatro (1977) e presidente di A.T.E.R. ed E.R.T., importanti organi dei teatri regionali.

La mostra IL BATTITO DEL PICCHIO. Il fantastico mondo delle ceramiche di Enzo dà dunque spazio alla produzione ceramica di Bioli: lampade, fioriere, salvadanai, vasi, portacenere, tazze, piatti, tutti oggetti che rispondono a un linguaggio coerente e riconoscibile, fondato sulla componibilità e sulla modularità, e dunque pensati per dialogare tra loro più che per imporsi come pezzi isolati. Lo stile di Bioli guarda al futuro senza perdere il legame con la quotidianità: le sue forme “space age”, fatte di semisfere lucide, bocche circolari e basi troncoconiche, testimoniano l’interesse per un immaginario internazionale reinterpretato con grande naturalezza nei materiali ceramici. I gres e gli smalti pieni – arancione, blu oltremare, nero lucido – conferiscono agli oggetti una presenza intensa, capace di resistere nel tempo e di adattarsi tanto alla luce di una vetrina quanto all’atmosfera domestica di un salotto.

Ogni elemento firmato “Il Picchio” appartiene a una famiglia formale riconoscibile, tracciabile anche attraverso le varianti cromatiche, ed è concepito per costruire insieme agli altri pezzi uno spazio armonico e dinamico.

Scrive la curatrice, Anty Pansera: “Se dovessi lasciare a chi sfoglia questo “leporello” un criterio di lettura, direi: guardate come i pezzi si offrono alla mano e alla luce. Il Picchio non fa “piatti” e “vasi” soltanto: costruisce piccole macchine d’uso dove la forma è sempre una soluzione - mai un capriccio”.  

E aggiunge Alessandro Pedretti: “Gilda inaugura un nuovo episodio nella ricerca nel mondo del progetto e della creatività; le ceramiche de il Picchio come segni di un decennio passato ma che oggi si presentano più che mai vivi nella loro forza espressiva e visione di un mondo fantastico di forme, linguaggi, colori da creare un “living - scape” ambientale stupefacente.

Avere riunito e concentrato tale miscellanea di opere d’ uso e d’arte, ci permette di comprendere appieno la potenza di un episodio unico, sorprendente e identitario della sapienza e qualità del creare di Enzo Bioli. Buona visione!



GILDA&CO

presenta la mostra

IL BATTITO DEL PICCHIO

Il fantastico mondo delle ceramiche di Enzo Bioli


Guest curator Anty Pansera

Curatore della programmazione mostre

Alessandro Pedretti


21 novembre 2025 – 30 gennaio 2026

INAUGURAZIONE 20 NOVEMBRE ALLE ORE 18

Milano, Via Plinio 37

mercoledì 5 novembre 2025

Confini di luce - Dipinti di: Federica Boscaini, Giulia di Montevecchio Benedetti, Nadia Pavan Pizzolo, Rosanna Quintarelli

“Confini di luce. Dipinti di: Federica Boscaini, Giulia di Montevecchio Benedetti, Nadia Pavan Pizzolo, Rosanna Quintarelli” è la mostra che la Galleria Arianna Sartori inaugurerà Sabato 8 novembre alle ore 17.00 alla presenza degli Artisti nella sala di via Cappello 17 a Mantova.

“Colori, forme e composizioni che creano una dialettica pittorica che si inserisce tra realismo e fantasia, tra luci ed ombre, volta a rappresentare armoniosamente le tonalità dell’esperienza umana”.

L’esposizione, curata da Arianna Sartori, resterà aperta al pubblico fino al 20 novembre con orario: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, chiuso Domenica e festivi.

Informazioni: Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.eu

mercoledì 29 ottobre 2025

Da Picasso a Van Gogh

Da Picasso a Van Gogh

Storie di pittura dall’astrazione all’impressionismo


Capolavori dal Toledo Museum of Art

Treviso, Museo Santa Caterina

15 novembre 2025 - 10 maggio 2026

Marco Goldin torna nella sua Treviso con una mostra di autentici capolavori. Sessantuno quadri dal prestigio altissimo, se si pensa che nelle sale di Santa Caterina sono in arrivo, alcune anzi già arrivate, opere per un valore totale di un miliardo di euro.

Un’esposizione che nasce geograficamente da lontano – propone i capolavori del XIX e XX secolo del Toledo Museum of Art, in Ohio, nominato in questo 2025 il miglior museo degli Stati Uniti - e ancora più nell’anima di Goldin, che, studente a Venezia a Ca’ Foscari, scopre I racconti dell’Ohio di Sherwood Anderson e rimane affascinato dal paesaggio e dai personaggi, parimenti protagonisti.

Vincent Van Gogh, Campi di grano con falciatoreAuvers, 1890, olio su tela, Toledo Museum of Art

Nasce anche da una occasione più vicina: il Museo statunitense è oggetto di un importante ammodernamento e ampliamento e un nucleo delle sue opere più belle ha già toccato Auckland, in Nuova Zelanda, prima di andare in Australia, a Adelaide. Treviso sarà quindi la sola sede in Europa. Dati i rapporti di lunga data di Goldin con il Museo americano, a Treviso giunge un’edizione assolutamente speciale della mostra. Il curatore ha infatti ottenuto una integrazione del corpus originario, puntando a un nucleo aggiuntivo di opere di qualità assoluta che escono per la prima volta dal Museo stesso e che, dopo questa occasione, non si potranno ammirare se non recandosi in Ohio. Il Toledo Museum of Art è infatti per tradizione una istituzione gelosissima dei suoi innumerevoli capolavori e rarissimamente ne presta anche uno soltanto.

Per scelta del critico, il percorso della mostra va a ritroso nella storia dell’arte, partendo dall’astrazione americana del secondo Novecento, da Richard Diebenkorn a Morris Louis, da Ad Reinhardt a Helen Frankenthaler, per transitare poi ad alcune esperienze capitali dell’astrazione invece europea, da Ben Nicholson e Josef Albers fino a Piet Mondrian e Paul Klee, per approfondire quindi il passaggio dal ‘900 all’’800 e di seguito i tre grandi temi: la natura morta, le figure e i ritratti, i paesaggi.

Nel primo caso, compaiono due tra i maggiori artisti che nel XX secolo si sono dedicati alla natura morta, come Giorgio Morandi e Georges Braque, mentre Henri Fantin-Latour e Camille Pissarro, nel pieno tempo della formazione del gruppo impressionista, dicono, e specialmente il primo, della raffinatezza cui questo tema conduceva i migliori tra i pittori.

Molto ampia, la sezione dedicata ai ritratti, alle figure e alle figure ambientate che propone un’emozionante sequenza di opere, a partire da Matisse, Bonnard e Vuillard, per giungere a De Chirico e Modigliani e a uno splendido Picasso cubista del 1909.

Poi la relazione, sul tema delle figure all’aria aperta, tra gli impressionisti d’oltreoceano e gli impressionisti francesi, con opere di William Merritt Chase, Berthe Morisot, Camille Pissarro per approdare a Courbet e Millet. I capi d’opera di Pierre-Auguste Renoir, Edouard Manet e Edgar Degas danno ulteriore valore spettacolare e assoluto a questa sezione.

Anche la parte dedicata al paesaggio, quella che chiude la mostra, ha i caratteri dell’eccezionalità. Dapprincipio con le visioni che alcuni pittori, in modo assai diverso l’uno dall’altro, dedicano a Venezia (Signac) o a Parigi (Delaunay e Léger) per godere poi di una sequenza strepitosa di paesaggi impressionisti e post-impressionisti. Tra essi una delle più belle, e ultime, versioni delle Ninfee di Monet, accanto a capolavori di Gauguin, Whistler, Cezanne, Caillebotte, Renoir, Sisley.

Infine, su una parete isolata, quel Campo di grano con falciatore a Auvers con cui Van Gogh dà l’addio alla vita. Un quadro che nella sua assolutezza, nel suo essere grondante di colore e umanità, splendidamente rappresenta la qualità altissima delle opere custodite nel Toledo Museum of Art.

Accanto a questo iconico dipinto, nella Sala ipogea del museo trevigiano, è stata creata una vera e propria sala cinema da cinquanta posti in cui verrà proiettato a ciclo continuo per i visitatori il film, scritto e diretto da Marco Goldin – animazioni e montaggio di Alessandro Trettenero, musiche di Remo Anzovino -, intitolato Gli ultimi giorni di Van Gogh. Partendo dalle settimane conclusive vissute dal grande artista nel villaggio di Auvers, la mezzora di film si muove tra meravigliose immagini dei quadri, gli scorci di Auvers, Van Gogh che cammina e dipinge, oltre alle musiche e alla narrazione sempre poetica.


Per maggiori informazioni: www.lineadombra.it


Ufficio stampa della mostra:

Studio ESSECI – Sergio Campagnolo

Tel. 049 663499

Ref. Simone Raddi

simone@studioesseci.net  

Per maggiori informazioni: www.lineadombra.it


Ufficio stampa della mostra:

Studio ESSECI – Sergio Campagnolo

Tel. 049 663499

Ref. Simone Raddi

simone@studioesseci.net  


giovedì 23 ottobre 2025

Sophia Loren: il mito della bellezza disegnato con la luce


 La mostra si inserisce nel filone che il m.a.x. museo dedica ciclicamente alla fotografia e interpreta il tema guida del Centro Culturale Chiasso per il 2025-2026, ossia la pulchritudo, come espressione dell’armonia tra corpo e spirito. L’esposizione ripercorre, attraverso il concetto del “disegnare con la luce”, le immagini più iconiche che ritraggono Sophia Loren in momenti peculiari della sua vita, durante le riprese dei suoi celebri film o in contesti più personali, immortalata da alcuni fra i più grandi fotografi dell’epoca.  Al m.a.x. museo sono esposte quasi duecento fotografie, secondo un criterio tematico-cronologico: complessivamente 146 vintage e 31 reprint, che abbracciano sessant’anni di vita di Sophia Loren e restituiscono al visitatore le emozioni più profonde che la grande diva ha saputo suscitare, sia nei film (oltre un centinaio) sia nella vita. Il percorso si articola in sette sezioni: partendo dalla Napoli delle origini - l’ambiente dove l'allora Sofia Lazzaro Scicolone nasce e conosce le prime  difficoltà della vita - passando poi al cinema con le fotografie per Sceneggiature, quindi all’Eleganza, al suo particolare rapporto con l’Arte, cui seguono le parti dedicate agli Incontri pubblici, per terminare poi con momenti più intimi rivolti alla Famiglia e all’identificazione della Loren con una Icona di bellezza.

Non manca un approfondimento sul rapporto tra Sophia Loren e Salvatore Ferragamo e successivamente Giorgio Armani, documentato attraverso scatti fotografici e oggetti di design quali le raffinate calzature provenienti dal Museo Ferragamo di Firenze.


Nata a Roma e cresciuta a Pozzuoli (Napoli), Sophia Loren ha scelto di vivere in Svizzera, a Ginevra: l’esposizione vuole valorizzare questa doppia appartenenza, creando un ponte culturale fra Svizzera e Italia. L’evento espositivo gode del patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berna e del Consolato Generale d’Italia a Lugano. 


 

Sophia Loren: il mito della bellezza disegnato con la luce 

A cura di Francesco Casetti, Angela Madesani e Nicoletta Ossanna Cavadini

Inaugurazione : domenica 26 ottobre 2025, ore 17.30 Cinema Teatro Chiasso

 

Saranno presenti : 

Uberto Vanni d’Archirafi - Ministro Plenipotenziario, Console generale d’Italia a Lugano 

Bruno Arrigoni - Sindaco, Capodicastero Attività culturali, Chiasso 

Francesco Casetti - Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies, Yale University, co-curatore 

Angela Madesani - Storica dell’arte e della fotografia, co-curatrice 

Nicoletta Ossanna Cavadini - Direttrice m.a.x. museo, co-curatrice  


aperitivo : ore 18.30, terrazza m.a.x. museo

apertura del m.a.x. museo fino alle ore 20.30


Periodo espositivo 27 ottobre 2025 - 08 marzo 2026 martedì-domenica 10.00-12.00; 14.00-18.00, lunedì chiuso

domenica 12 ottobre 2025

Stato di confronto

archilabmilano e RIBOT gallery presentano Stato di confronto, una mostra di Stefano Comensoli_Nicolò Colciago appositamente pensata per gli spazi di via Sacchi 4 a Milano.

Cornice del progetto espositivo è il cantiere di un appartamento in corso di ristrutturazione affidato allo studio archilabmilano. L’idea di utilizzare una simile ambientazione come spazio espositivo nasce dal desiderio di far dialogare due processi — quello architettonico e quello artistico — che condividono una radice comune ma si sviluppano secondo logiche differenti.

La mostra propone una riflessione attorno all’idea di cantiere inteso come campo fisico e metaforico, come luogo capace di ospitare simultaneamente immagini del tempo e della memoria, ma anche come dimensione che stimola nuove visioni sull’architettura. Il cantiere è simbolo della transitorietà di tutte le cose. È una dimensione fragile. Il cantiere scompare e non lascia traccia. In chiave romantica potrebbe rappresentare la rovina intesa come mappatura del futuro attraverso l’immagine del passato. La sua natura provvisoria assume un significato preciso proprio perché non ha ancora acquisito una forma definitiva: è un momento che non necessariamente deve farci interrogare sulla futura funzione dello spazio o sul destino che inevitabilmente lo porterà a diventare nuovamente una rovina o ancora un cantiere.

Secondo l'artista Robert Smithson “un edificio in costruzione non è esattamente un edificio in procinto di diventare una rovina, ma una rovina al contrario”. Questa teoria inverte la temporalità propria della concezione romantica e si concentra sull’incompiutezza come processo che caratterizza l’opera nella sua fase originaria. Non oppone distruzione e costruzione, ma si sofferma sull’istante in cui entrambe le componenti coesistono. In gergo tecnico, questo momento è definito “stato di confronto”.

A partire da questi presupposti, le opere di SC_NC presentate in mostra attivano un dialogo critico sia con il contesto, sia con i processi metaforici e temporali che lo attraversano, tramite lavori realizzati con il recupero di materiali provenienti da rovine contemporanee. L’indagine sull’origine è ben espressa nella serie Visioni di un oltre. Le opere sono porzioni di pavimenti in linoleum prelevati da edifici in stato di abbandono accuratamente trattati, intagliati e fissati su appositi supporti verticali. Il fronte dell’opera visibile al pubblico non è costituito da quella che era la parte calpestabile del pavimento ma dal suo rovescio, composto da residui di cemento e di colla al tempo utili all’applicazione del linoleum a terra. L’atto della posa avvenuto in fase di cantiere ci riporta idealmente all’origine di questi edifici e si riconnette all’azione di una gestualità anonima avvenuta in quell’istante. Lo stato di rovina dei luoghi è invece riletto nella serie Fiori fuori posto, esposta al secondo piano. In questi lavori l’intervento dell’incisione laser su fotografie scattate in scenari differenti e su elementi ritrovati disarticola la percezione, smonta l’ordine spaziale e temporale e sottrae la nuova rappresentazione dall’originario contesto di riferimento. Un contesto che trova la sua unica e completa forma di visibilità nel video Space in Mirror Is Closer Than It Appears (episode 03) in cui attraverso un’azione di cura all’interno di un luogo abbandonato gli artisti realizzano un’installazione soggetta ai mutamenti e alla sorte del luogo stesso.

Il lessico del cantiere, inteso come luogo del manifestarsi di infinite possibilità è richiamato anche nell’allestimento. Se da un lato la disposizione di alcune sculture in spazi raccolti richiama l’intimità di un ornamento domestico, dall’altro, il distacco di certe opere dalla parete suggerisce le molteplici traiettorie della costruzione e della distruzione sospese in un unico istante.


STEFANO COMENSOLI_NICOLÒ COLCIAGO

Stato di confronto

a cura di Stefano Setti e Maria Villa

16-19 ottobre 2025

Via Sacchi 4 – Milano

Inaugurazione giovedì 16 ottobre dalle ore 18.00

Saranno presenti gli artisti.

Progetto promosso da archilabmilano e RIBOT gallery

Orari di visita:

ven 17  - sab 18 - dom 19 ottobre su appuntamento

T. +39 3470509323 | T. +39 3485107480

venerdì 26 settembre 2025

Landandart – andar per arte

Sabato 4 ottobre 2025 prende il via il terzo atto del progetto Landandart – andar per arte, creato e curato dall’Associazione culturale VIA, con l’obiettivo di valorizzare il territorio del Monregalese in Piemonte attraverso i diversi linguaggi artistici contemporanei, con il coinvolgimento di attori locali, nazionali e internazionali.

Dopo gli artisti Emilio Ferro e Giovanni Ozzola, è la volta di Antonio Capaccio, che interviene nella maestosa nicchia ornata di stucchi che sovrasta l’altare della Ex Confraternita dei Battuti a Vicoforte

Santuario di Vicoforte_ph Roberto Conte

Grazie all’Associazione VIA, il vuoto della nicchia sarà colmato da un’opera site specific di Antonio Capaccio, di cui l’artista non ha voluto diffondere né immagini, né titolo. Nell’era delle immagini, dove tutto circola e dove tutto si svela con un click, questa volta le regole vengono sovvertite. Chi sarà presente all’inaugurazione vivrà l’emozione diretta di conoscere il lavoro dell’artista senza la mediazione di nessun mezzo di comunicazione che ne rovini la sorpresa. Si arriverà davanti alla nicchia che sovrasta l’altare della Ex Confraternita completamente disarmati, senza gli attrezzi offerti da commenti preventivi da parte di nessuno, perché nessuno saprà nulla fino a quel momento. Ognuno proverà di fronte all’opera sensazioni personali, autentiche, differenti, non condizionate da informazioni esterne. 

GLI INTERVENTI DEL 2024

L’Associazione Via accompagnerà il pubblico alla visita di altre due opere site-specific installate nel 2024.Miracle, dell’artista Emilio Ferro, un intervento permanente ideato per la Cappella di San Rocco situata lungo la via che porta al celebre Santuario di Vicoforte. L’opera si compone di una struttura metallica di luce di oltre 18 metri che attraversa lo spazio della cappella, indicando la via verso il Santuario, e di una registrazione sonora, creata dall’artista grazie al mescolamento delle vibrazioni dei campi magnetici della cappella e del Santuario, insieme con campioni di suoni provenienti dal paesaggio circostante.E ancora Atto unico - campane di Giovanni Ozzola, composto da cinque campane in ceramica, che inizialmente interagivano con lo spazio pubblico immerso nel verde lungo la passeggiata del Bosco della Nova a Mondovì e che, in occasione del terzo atto, verranno ricollocate nei pressi della Cappella di San Rocco. L’artista ha scelto di lavorare con l’argilla, che grazie alla sua origine e alla sua fragilità si carica di un concetto di ciclicità e di rinascita, connesso con i ritmi della natura e quindi con l’essere umano. Ogni campana testimonia col proprio suono una presenza individuale e, unendosi ai rintocchi delle altre, crea un insieme, invitando a riflettere su concetti come esistenza, origine e destino. 

L’ALTRA LANGA

Il Monregalese, in provincia di Cuneo, è quell’area compresa tra le Langhe, le vallate delle Alpi Marittime e la Liguria, racchiusa tra montagne, colline e pianura, non lontano dal mare. Un’“altra Langa”, quella più nascosta e più selvatica, dove spiccano Mondovì e Vicoforte e dove l’Associazione culturale VIA ha voluto dare vita a Landandart, mettendo al centro l’Arte, declinata nelle sue molteplici espressioni, e il Paesaggio, inteso sia come insieme di luoghi in cui scoprire beni architettonici da valorizzare e da promuovere, sia come elemento naturale da esplorare attraverso sport all’aria aperta. Grazie ad un progetto pluriennale di interventi artistici programmati e creati per le architetture rurali, il linguaggio della contemporaneità dialoga con il linguaggio antico, quasi arcaico di tradizioni contadine, pellegrinaggi e leggende. Il focus dell’intervento di quest’anno è la Ex Confraternita dei Battuti a Vicoforte, in particolare la grande nicchia settecentesca che sovrasta l’altare. Un tempo ospitava quella che per molti decenni si era ritenuta una “classica” pala d’altare. Poi, a seguito di un restauro, si scoprì che risultavano dipinti entrambi i lati e che quindi si trattava di uno stendardo processionale di notevole interesse adattato per quello spazio. Da molto tempo questo stendardo è stato rimosso, restaurato, e ora è conservato nella Sala Consiliare del Comune di Vicoforte. Su questo manufatto il Comune di Vicoforte offre una descrizione dettagliata dell’opera e del restauro.

Landandart – andar per arte

presenta

Antonio Capaccio Ex 

Confraternita dei Battuti

Vicoforte (Cuneo) 

EVENTO INAUGURALE 4 OTTOBRE 2025 

PROGRAMMA 

15:00 -16:00 Visita guidata del Santuario di Vicoforte 

ISCRIVITI ALLA VISITA GUIDATA A NUMERO CHIUSO 

16:15-16:30 Passeggiata lungo via San Rocco dal Santuario di Vicoforte

16:30-17:15 Visita della Cappella di San Rocco e delle installazioni Miracle di Emilio Ferro e Atto Unico-Campane di Giovanni Ozzola

17:15-17:30 Passeggiata verso la Ex Confraternita dei Battuti in via Roma

17:30-18:15 Inaugurazione dell’installazione di Antonio Capaccio

18:15-18:30 Passeggiata verso la Cappella di San Rocco

18:30-20:00 Musica e rinfresco nel campo Dietro San Rocco 

ISCRIVITI ALL’EVENTO INAUGURALE 

www.associazionevia.org

www.landandart.it


Maria Chiara Salvanelli | Press Office & CommunicationMaria Chiara Salvanelli mariachiara@salvanelli.it | + 39 3334580190

domenica 14 settembre 2025

Avere vent’anni: ritratto autoritratto

 Venerdì 19 settembre alle ore 18.30 verrà inaugurata presso lo Spazio Gerra di Reggio Emilia la mostra “Avere vent’anni: ritratto autoritratto” del fotografo Enzo Sbarra (Napoli, 1953) a cura di Marcello Tedesco.

L'esposizione si svolge nell’ambito della settimana della Salute Mentale 2025, promossa dal Dipartimento ad attività integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche Reggio Emilia dell’Azienda USL IRCCS, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia e il coinvolgimento dell’Associazione Sostegno&Zucchero.

Il progetto nasce all’interno del Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Emilia quando gli operatori impegnati nel servizio hanno osservato come negli ultimi anni il disagio giovanile fosse in forte crescita e come risultasse urgente testimoniare tale fenomeno, unitamente a una narrazione significativa di questa generazione.

L’azienda AUSL si è dunque coraggiosamente aperta allo sguardo di un artista, capace di vivere per diversi mesi a contatto con la complessità del disagio giovanile, instaurando a sua volta un rapporto stretto e inedito con i protagonisti di queste opere, permettendo la creazione di questa straordinaria serie di venti ritratti. La peculiare capacità di Enzo Sbarra di modularsi alla realtà osservata e amata ha reso possibile non solo di fare emergere quanto solitamente è nascosto, ma anche di creare un dispositivo dove l’immagine fotografica diventa specchio all’interno del quale ognuno di noi può riflettersi. Il dato significativo è che sono proprio i volti di questi soggetti a rivelare in modo inequivocabile una realtà troppe volte dimenticata o negletta.

Il progetto è ulteriormente arricchito dai testi che ogni protagonista ha fornito di sé, accompagnando, e per certi versi amplificando, le immagini di Enzo Sbarra. Questo aspetto di scambio e intersecazione con l’altro è una caratteristica fondante dell’operare dell’artista nel corso di cinquant’anni di lavoro.

La mostra è stata precedentemente presentata nel Circuito OFF del festival Fotografia Europea tenutasi lo scorso aprile a Reggio Emilia.

All’inaugurazione della mostra saranno presenti oltre all’artista, l’Assessore alla Cultura di Reggio Emilia Marco Mietto, la Dottoressa Francesca Fontana, Psichiatra, Direttore Dipartimento ad attività integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche Area Reggio, DAISMDP, AUSL-IRCCS di Reggio Emilia,  Marco Curti (Presidente Associazione Sostegno&Zucchero) Maria Palladino e Sonia Leurini (ideatrici del progetto) e Marcello Tedesco (curatore della mostra).


 

Avere Vent’anni: ritratto autoritratto

Una mostra di Enzo Sbarra

A cura di Marcello Tedesco

Organizzata dal Dipartimento ad attività integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche Area Reggio

Con il Patrocinio del Comune di Reggio Emilia e dell’Associazione Sostegno&Zucchero.

Inaugurazione venerdì 19 settembre ore 18.30


Dal 19 al 28 settembre 2025.

Aperto dal venerdì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30

Infrasettimanale su appuntamento

+39 0522 456786

stefania.carretti@comune.re.it

Piazza XXV Aprile 2, Reggio Emilia